«Presto pronti 40 ettari da destinare a produzione»

Nel petrolchimico, Syndial è proprietaria di un centinaio di ettari di terreno, circa un terzo del totale. «Quaranta di questi – sostiene l'ad Milani – entro la fine dell'anno potrebbero essere a disposizione per accogliere nuove realtà industriali. Il pallino è nelle mani del Comune, anche perché questo non è un Sin (Sito di interesse nazionale, sottoposto a vincoli più stringenti da parte del ministero dell'Ambiente, ndr). Mi auguro che i progetti di bonifica siano accolti a breve». Il sindaco Tagliani rassicura, «abbiamo ridotto i tempi di approvazione, non perché si sia sorvolato sulle norme; ora ogni azienda ha una griglia di interventi cui fare fronte molto dettagliata». Il primo cittadino ne approfitta per rilanciare: «Rimane la Cte1, la vecchia centrale che Sef ha abbandonato dopo l'accensione della turbogas: dovrà essere demolita, confido che la società se ne faccia carico, in prospettiva di una progressiva riqualificazione del sito». Controrassicurazione di Syndial: «Ritaglieremo un ruolo anche per la Cte1», replica Milani. I rapporti tra l'impresa e il Comune sono buoni, prosegue il dirigente Eni, «a Ferrara c'è la garanzia per chi vuol fare cose e per chi deve controllare». Per l'assessore Zadro «siamo di fronte a nuovi tasselli per una "governance" comune del polo industriale e del territorio; stiamo chiudendo il protocollo relativo alle analisi di rischio, Syndial dimostra impegno sul versante delle bonifiche delle falde profonde e dei materiali di superficie». L'azienda ha lavorato con diverse università (in particolare quella di Bologna) per condividere le analisi di rischio ed è già partita, da qualche mese, con quelle propedeutiche integrative. Passi indispensabili per attrarre nuovi investimenti all'interno del polo chimico cittadino, dopo il nulla di fatto di qualche anno fa relativo ad Estelux e in attesa del concretizzarsi dell'impegno di Versalis. (f.t.)