SECONDA DIVISIONE»L'INTERVISTA

FERRARA Cristiano Scalabrelli è il preparatore dei portieri della Spal e lavora quotidianamente con Pietro Menegatti, uno dei principali protagonisti di questa prima fase del campionato. Con l'ex portiere di Fiorentina e Cesena, tra le altre squadre per cui ha difeso i pali quand'era dall'altra parte della barricata, abbiamo fatto il punto a trecentosessanta gradi, naturalmente con un occhio particolare per gli estremi difensori biancazzurri. Che giudizio dà Scalabrelli di questi primi mesi di esperienza in casa Spal? «Il bilancio è positivo. Ero già stato lo scorso anno alla Giacomense con la famiglia Colombarini e Mattioli: con loro c'è la possibilità di lavorare bene. La scorsa estate, poi, c'è stato il passaggio alla Spal, un fatto per certi versi anche inaspettato, ma, allo stesso tempo, è stato un bel salto di qualità. La storia della città di Ferrara e della Spal ci hanno proiettato in una nuova dimensione ed è una grande occasione per misurarsi in una situazione in cui c'è un pubblico importante». Un pubblico che dà anche pressioni? «Nella vita le pressioni ci sono ovunque, in ogni lavoro. Bisogna essere bravi a saperle gestire. L'importante è avere sempre il giusto equilibrio in ogni situazione e, soprattutto nel mondo del calcio, la differenza si fa a livello mentale». Forza mentale che sembra proprio non mancare al portiere Pietro Menegatti, peraltro fresco di rinnovo di contratto e tra le autentiche rivelazioni di questa Spal. È così? «Pietro è un portiere giovane, che sta facendo molto bene. La cosa che mi ha impressionato di più di lui è stata la velocità con cui è riuscito a conquistarsi la fiducia di tutti e del pubblico. Lo conoscevo già dagli anni scorsi e non sono tanti i portieri classe 1992 che hanno il numero di presenze che ha lui, con più campionati completi già giocati da titolare. Uno dei suoi principali pregi è la tranquillità, la forza mentale con la quale sta in campo, che gli consente a volte di non effettuare un intervento alla perfezione o sbagliarlo senza demoralizzarsi, ma riprovandolo poco dopo se si ripresenta l'occasione. Questo coraggio viene dalla testa. Altro aspetto fondamentale è legato alla visione di gioco: a volte può sembrare che si prenda dei rischi, anche elevati, uscendo dall'area di rigore, ma sono situazioni che solo chi è stato portiere può capire. Pietro ha l'atteggiamento di chi vuole attaccare la partita e non la vuole subire. Detto tutto questo, comunque, vedo in lui ancora ampi margini di miglioramento e su diversi aspetti. Quello del portiere è un ruolo particolare, in cui c'è sempre da migliorare e quando non c'è più nulla da imparare significa che è ora di smettere». Jacopo Coletta e Tupac De Marco, finora, hanno avuto meno occasioni di mettersi in mostra. Come ce li descrive dal suo osservatorio privilegiato? «Coletta ha altre caratteristiche, anche fisiche, rispetto a Menegatti. È più minuto, ma è un ragazzo che si applica molto, serio nell'allenamento e con una gran voglia di migliorare. Ha fatto molto bene nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa, come, ad esempio, nella partita di Coppa Italia contro il Venezia, e anche lui ha molto coraggio. De Marco è un ragazzo che ho con me già da un anno e mezzo ed è cresciuto in una realtà importante come Arezzo. Anche lui in allenamento s'impegna con grande serietà, è un grande lavoratore. Quello che dispiace è che ogni settimana, purtroppo, uno dei due debba andare in tribuna e non lo meriterebbero». Quale futuro vede per la Spal in questa stagione? «Io sono convinto che entreremo nelle prime otto. Finora l'andamento è stato un po' altalenante e abbiamo subito qualche rete di troppo. Mancano cinque partite alla fine del girone d'andata e c'è tutto il ritorno: credo proprio che non falliremo il nostro obiettivo stagionale». Lasciando da parte quelli della Spal, quali sono i portieri del campionato di Seconda Divisione che l'hanno impressionata più favorevolmente? «Escludendo portieri non più in giovane età, direi che mi è piaciuto molto il classe 1994 del Cuneo, Anacoura. A Ferrara ha fatto bene e ha margini di miglioramento fisico ampi. È giovanissimo e di grande qualità. Un altro portiere giovane che conosco bene è quello che affronteremo tra una settimana, Grandi della Pergolettese. È di scuola Cesena e ha una buonissima struttura fisica». Andrea Tebaldi