Renzi: «Ministro difeso dal vecchio Pd»

di Gabriele Rizzardi wROMA Dice no alle privatizzazioni, che in questo momento sarebbero solo una «svendita delle partecipazioni pubbliche», punta a cambiare l'agenda del governo e fa capire che con la fiducia alla Cancellieri, Enrico Letta ha esaurito il suo "bonus". Dal 9 dicembre, Matteo Renzi non sarà più disposto a scendere a compromessi per salvare le larghe intese. Il sindaco ex rottamatore non pensa solo a un'agenda nuova per il governo Letta ma anche a un «nuovo Pd» che la metta in campo. Quel che è certo è che ciò che è avvenuto due giorni fa alla Camera non accadrà più. «Sulla vicenda Cancellieri è stata la stessa Cancellieri a fare la sintesi perfetta. Lei ha detto "il vecchio Pd mi avrebbe difeso" e alla fine il Pd ha votato a favore. Il nuovo Pd credo che non difenderà più casi di questo genere, ma dipenderà da quello che accadrà l'8 dicembre» dice il sindaco di Firenze in un'intervista a UnoMattina, che gli offre la possibilità di ricordare che il no dei renziani alla sfiducia è stato deciso solo per salvare il premier. «Il presidente del Consiglio ha chiesto di votare la fiducia alla Cancellieri come se fosse una fiducia al suo governo. Credo che il ministro abbia sbagliato, e spero che abbia ancora il prestigio per fare le riforme, ma non si manda a casa un governo se il premier mette nel piatto la sua fiche». Questo vuol dire che una volta eletto alla guida del Pd, Renzi andrà allo scontro frontale con Letta e tornerà a chiedere le dimissioni della Cancellieri? Giorgio Napolitano capisce che in bilico non è solo il ministro della Giustizia ma anche il programma economico del governo e ammette il momento di difficoltà: «Quello attuale è un cammino tutt'altro che facile, che va percorso con la massima coerenza, fermezza e apertura viste le incognite del periodo che stiamo vivendo. Un periodo che comporta anche amarezze». Renzi chiederà a Letta un rimpasto di governo? «Non chiederò poltrone ma faremo delle proposte...» taglia corto il candidato segretario, che insiste nel chiedere il «dimezzamento» delle persone che fanno politica e punta l'indice contro i sindacati: «Che senso ha avere tre sindacati più tutti quelli autonomi? E poi i loro bilanci devono esse trasparenti e certificati...». Un affondo che non lascia indifferente Raffaele Bonanni: «La Cisl la sua cura dimagrante l'ha già iniziata da un anno, dimezzando tutte le strutture territoriali. Speriamo che lo facciano anche tutti gli altri». Ma una risposta a Renzi, che vorebbe chiedere un contributo di solidarietà a chi ha una pensione "alta" e punta ad un draconianio taglio della spesa pubblica, arriva anche da Gianni Cuperlo. «Non si incrocia una possibile ripresa economica tagliando le pensioni di 3mila euro lordi» spiega l'avversario di Renzi alla segreteria del Pd. Sui rischi per la tenuta delle larghe intese interviene, con durezza, anche il ministro della Difesa, Mario Mauro: «Renzi sta scavando una voragine sotto il governo, e questa voragine sarà pronta per il 9 dicembre». Ma il renziano Roberto Giachetti tira dritto: «Saremo noi che detteremo l'agenda e non, come purtroppo sta avvenendo, altri a dettarla». ©RIPRODUZIONE RISERVATA