Il governo rinvia ancora lo stop dell'Imu

di Vindice Lecis wROMA Il governo vuole vendere pezzi delle aziende nazionali strategiche. Nel frattempo non riesce ancora a chiudere la partita della seconda rata dell'Imu. Non avendo trovato la copertura necessaria ha rinviato la soluzione al prossimo martedì la riunione del consiglio dei ministri. Slittamento dovuto a «ragioni formali» spiega il presidente del consiglio, Enrico Letta perché il decreto Imu e quello su Bankitalia devono andare di pari passo perché «le banche saranno toccate da entrambi». L'Italia per fare cassa vende dunque parti dei suoi gioielli, tenta di rassicurare l'Europa sulla tenuta dei conti pubblici e sta per varare una legge di stabilità avviando la revisione della spesa pubblica. Palazzo Chigi ha indicato in otto le società interessate alle privatizzazioni, vale a dire Eni, Stm e Enav (per le partecipazioni dirette) Sace, Fincantieri, Cdp Reti, Tag e Grandi stazioni. Queste società vedranno la dismissione di partecipazione di parte pubblica. Un pacchetto di cessioni che potrebbe fruttare 12 miliardi. Solo dal 3% dell'Eni, ha spiegato il ministro Saccomanni, potranno essere ricavati 2 miliardi «senza scendere sotto il 30% e senza dunque perdere il controllo della società». Altre dismissioni però supereranno il 60% della quota, altre il 40% . Preoccupazione per questo annuncio è stato espresso da un gruppo di deputati del Pd che non vogliono «svcendite dannose per il futuro». Per Rifondazione comunista, Letta per questo «è a libro paga della Merkel». L'annuncio delle privatizzazioni potrebbe essere la dote che il ministro Saccomanni porterà oggi a Bruxelles alla riunione dell'eurogruppo sui conti pubblici dove, parola di Letta, ci sarà da «battagliare». La seconda rata dell'Imu comunque non dovrà essere pagata, assicura il premier «e questo impegno sarà rispettato». A parte il problema formale, la vera causa dello slittamento è la difficoltà del reperimento della copertura per estendere lo stop della seconda rata alle abitazioni agricole. Il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, ha illustrato in Consiglio dei ministri il piano per la revisione della spesa. La prima finalità delle risorse che arriveranno è «un'ulteriore riduzione delle tasse sul lavoro» ha insistito Letta. Ma c'è allarme sulle ricette di Cottarelli e su alcune ricette sulle pensioni e se ne fa interprete l'ex ministro del Pd, Cesare Damiano: «in queste ricette, i tratti comuni sono ancora una volta il saccheggio delle pensioni, un duro colpo ai dipendenti pubblici e la libertà di licenziamento. Su queste proposte non siamo d'accordo, perché esse non sono nient'altro che la continuazione di quelle politiche neo-liberiste che ci hanno portato in questa situazione di disastro economico e disagio sociale». Oltre al rinvio della decisione sull'Imu, c'è anche lo slittamento alla prossima settimana della discussione in aula e del relativo voto sulla legge di stabilità. Lo annuncia il viceministro dell'Economia Stefano Fassina che aggiunge una valutazione polemica sulla norma per gli stadi che prevederebbe un consumo molto elevato di terriorio (e una eccessiva discrezionalità): «la norma così com'è non va e potrebbe anche non essere ripresentata». Lo stesso governo sarebbe intenzionato a cassarla, come fa capire il sottosegretario Legnini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA