«Una donna nata nel secolo sbagliato»

Quando il mondo della casa incontra quello dell'ospitalità il risultato è la nascita di emozioni e sensazioni di benessere. I dettagli fanno sempre la differenza, soprattutto se evidenziati dalla particolarità di oggetti esclusivi. Il 26, 27 e 28 ottobre a Montespertoli (Fi) ci sarà una tre giorni in cui lo stile incontrerà i vari settori dell'hospitality. Un'occasione unica per conoscere e acquistare oggetti selezionati: nuove sedute, letti naturali, bio camini, arredamenti da esterno, arredamenti per enoteche, articoli del benessere spa e profumazioni, tessuti e rivestimenti, candele, lampadari scenografici, carte da parati originalissime di nuova generazione, fiori artificiali e contenitori d'autore, candelieri e lanterne, oggetti per arredo bagno, pareti vegetali, fontane d'arredo e complementi vari per la presentazione della tavola e del ricevimento. Per info http://www.g-eventi.it/ Ecco come si presenta Linda Bertasi. «Sono mamma e moglie, gestisco assieme a mia madre una piccola realtà commerciale nel paese di Copparo. Sono una grande appassionata di storia inglese e russa e una lettrice instancabile. Quando ho un ritaglio di tempo lo dedico alla scrittura e al mio blog dove recensisco le mie letture e intervisto un emergente ogni settimana. Chi mi conosce mi definisce una donna nata nel secolo sbagliato». La Bertasi, concittadina molto attiva nel web e nel settore letterario grazie alla sua mente attiva che la porta a scrivere e a trovare ispirazione nella nostra città. Nel suo stile comodo, come ci dirà lei, trova la sua dimensione. Ci parli di Ferrara e del rapporto con la sua città «Amo Ferrara. Prima che nascesse Arianna vi passavo ogni momento a disposizione. Mi piace osservare le persone nella piazza del Duomo e ricamare ipotetiche storie nella mia testa. E, non da ultimo, non posso non citare le librerie della città, possiedono un fascino tutto particolare ai miei occhi». Sempre su Ferrara, com'è secondo lei stilisticamente parlando? «Una città in cui si avvicendano stili diametralmente opposti ma ugualmente interessanti. Personalmente ho sempre vissuto Ferrara osservandola dal punto di vista artistico, legato alle opere che la caratterizzano e la rendono unica nel suo genere. Apprezzo particolarmente anche gli spazi verdi e le lunghe passeggiate che questa bellissima città concede ai suoi abitanti. Non posso negare che il Castello resta per me una calamita vivente, sono incapace di passarvi accanto senza gettare l'occhio e spingermi al suo interno». Professione scrittrice: può parlarci del suo ultimo manoscritto? «Il mio ultimo romanzo dal titolo Il profumo del sud è un romanzo storico ambientato durante la guerra di secessione americana. È la storia di una donna, Anita, e della sua rinascita. È la storia di un amore intenso e invincibile ma è anche una storia di donne che non si lasciano vincere dalle avversità, donne che non hanno paura di lottare per i propri ideali. È un romanzo che affronta vari temi sociali dalla politica di Lincoln al razzismo. Questo è un romanzo che ha richiesto una puntigliosa ricerca storica. Tutto quello che i lettori troveranno all'interno è documentato fatta eccezione per i personaggi. Ho impiegato un anno a scriverlo tra stesura e ricerca e, lo confesso, è il romanzo a cui mi sento più legata». Ora parliamo di lei come donna legata alla moda. Come definirebbe il suo stile? «Io e la moda non siamo propriamente migliori amiche. Il mio è uno stile classico, niente di troppo appariscente o troppo azzardato. Un bel paio di jeans, una camicia e tennis ai piedi. Voglio sentirmi comoda e soprattutto non amo essere al centro dell'attenzione. Lo troverete strano scrivendo libri, ma è la verità». Quando scrive come si vesti e cosa le piace indossare? «Scrivo solitamente nelle prime ore del pomeriggio, quando Arianna dorme. Jeans o una tuta a seconda della necessità. In fondo, per stare di fronte a uno schermo, l'essenziale è quello che c'è nella testa non quello che ti scalda il corpo». La moda legata alla letteratura. Qual è il suo punto di vista? C'è qualcosa che cambierebbe? Se sì, come? «La letteratura non l'ho mai accostata alla moda, ma se devo citare una scrittrice che ammiro per stile ed eleganza non posso non citare Sveva Casati Modignani. Parlando, invece, delle autrici con cui sono cresciuta, in particolare Jane Austen, il suo era uno stile sobrio legato alle convenzioni dell'epoca in cui visse anche se era considerata una donna moderna e anticonformista. Ma parliamo del XVII secolo». «Ha fatto moltissime cose finora. I suoi progetti per il futuro? «Attualmente sono alle prese con il quarto romanzo, un fantasy molto particolare e che mi richiederà anche qui molta ricerca, se ne riparlerà tra un anno. Tra i progetti c'è anche un altro manoscritto che toccherà il paranormale come il mio secondo romanzo "Il rifugio". E qualcosa anche per il mondo dei bambini, probabilmente in uscita a Natale». Francesca Succi ©RIPRODUZIONE RISERVATA