Spal, ora si punta tutto su Paro

di Paolo Negri wFERRARA E' dunque proprio Matteo Paro il principale obiettivo della Spal per rafforzare la squadra, ed il centrocampo in particolare. Non il solo giocatore sul taccuino, perchè bisogna essere sempre pronti ad avere delle alternative. Ma, di sicuro, Paro è quello che aggrada di più. Per età (30 anni) e curriculum (una carriera spesa tra serie A e serie B, Juventus e Genoa tra le altre: scusate se è poco...) si tratta di una primissima scelta. L'ideale per completare al meglio, per arricchire l'organico biancazzurro dotandolo di quel regista di ampio bagaglio del quale si ritiene di avere necessità. Tra l'altro Paro, come caratteristiche tecnico-tattiche, si sposerebbe alla perfezione con il sistema di gioco della Spal. Nel 4-4-2 i mediani devono essere dotati anche di dinamismo. Un Italiano (nome che figura tra gli svincolati ma che avendo 36 anni difficilmente può essere accostato alla Spal) è regista da centrocampo "a tre", come perno davanti alla difesa. Jadid, il cui nome è tra quelli che il club biancazzurro valuta, è più offensivo che vero metronomo. Paro no. Paro, lui, sarebbe perfetto: guai dimenticare che nella Juventus di Didier Deschamps era lui uno dei due mediani (in coppia con Giannichedda o Zanetti) nel 4-4-2 del tecnico francese. La Spal lo ingaggerà? Per capirlo serve ancora un po' di pazienza. I contatti tra le parti ci sono stati; anzi, ci sono e risultano anche molto avanzati. Il centrocampista ha dato il suo gradimento. La società biancazzurra è però in fase di riflessione. L'interrogativo non è tanto (o solo) legato al fatto che Paro non gioca da un anno: la qualità e l'esperienza sono tali che, se si era pensato ad un Pederzoli (fermo oltre un anno per squalifica), a maggior ragione si può decidere di puntare su un elemento del valore di Paro. Poi, è chiaro, le valutazioni e la scelta saranno di esclusiva competenza dello staff tecnico-dirigenziale, sanno loro chi è l'elemento giusto. No, l'attuale stand-by è legato soprattutto alla decisione che deve prendere la famiglia Colombarini. La proprietà non ha lesinato sforzi, ed è evidente che un calciatore quale Paro rappresenterebbe un importante investimento supplementare. E' anche vero che una volta raggiunti i 25 elementi in organico, a gennaio una piccola... sgrassatina si potrà dare e dunque i tre mesi (da qui a fine dicembre) con un Paro in più potranno poi essere ammortizzati. Inoltre, se un giocatore è di qualità, è evidente che ha anche un valore. E va considerato anche un altro aspetto: la Spal non vuole e non può compiere un innesto tanto per fare, solo per "gonfiare" la rosa. Se arriva qualcuno, deve essere un elemento di personalità che possa far compiere un ulteriore salto di qualità. Detto ciò, la famiglia Colombarini deve soppesare ogni aspetto, valutare il budget e poi dare il via libera o meno al digì Davide Vagnati. Non è ancora detto che la Spal prenda Paro, di sicuro se compirà uno sforzo sarà per assicurarsi l'ex juventino. Diciamo che la proprietà dovrebbe esprimersi entro domenica, al massimo al massimo lunedì. Il giocatore è stato bloccato, ed è disponibile ad attendere ancora un pochino, il desiderio dello staff biancazzurro sarebbe quello di averlo al Centro di via Copparo martedì pomeriggio per la ripresa degli allenamenti. In 48 ore si dovrebbe venire a capo di tutto ed a quel punto la Spal sarebbe definitivamente al completo. Ma, ripetiamo, la parola definitiva spetta a patron Colombarini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA