Sconcerto fra gli studenti pioggia di ricorsi in vista

di Annalisa D'Aprile wROMA «Esco dall'aula convinto del mio test e scopro di non avere più il bonus. Ma che tempistica è? Non si può annulare un decreto e cambiare tutto in corso d'opera così, a sorpresa». Giuseppe Legrottaglie, 18 anni, partito da Ostuni (Brindisi) con il sogno di fare il medico, è furibondo. Parla a manetta senza pause, è deluso, arrabbiato perché sa che il suo esame a Firenze potrebbe non essere andato bene: «Se mentre faccio il test so di avere 9 punti evito di rispondere alle domande di cui non sono certo. Per questo ne ho lasciate in bianco 7, se avessi saputo di non avere più il bonus avrei agito diversamente» racconta l'aspirante matricola di medicina che da una settimana è fuori casa e viaggia tra Roma e la Toscana, dove sta provando anche "altre strade", come biotecnologie e farmacia, il tutto a suon di centinaia di euro. E giura: «Se non passo il test farò ricorso». E a quanto pare non sarà certo l'unico. Giuseppe è uno degli oltre 84mila ragazzi che ieri mattina in tutta Italia, da Napoli a Padova, da Torino a Palermo, hanno affrontato i test per le facoltà di medicina e odontoiatria, solo 10.771 i posti disponibili. Una giornata aperta dalle polemiche delle associazioni universitarie contro il numero chiuso e complicata ancora di più dalla decisione a sorpresa del Consiglio dei ministri di cestinare con effetto immediato il decreto bonus, che attribuiva punti di vantaggio agli studenti più meritevoli. A Roma sono arrivati in 9mila per affrontare le prove tra le università La Sapienza e Tor Vergata. E proprio all'ingresso dell'aula di clinica e ortopedia della Sapienza è andato in scena un flash mob organizzato da Link - Coordinamento universitario per manifestare contro il "non salutare" numero chiuso. «Dal 2018 in Italia ci sarà una carenza di 22mila medici - spiega Alberto Campailla, del Link - Il rischio è che non ci saranno più camici bianchi in futuro. Inoltre il test a crocetta non seleziona lo studente, ma è il suo inserimento e percorso a definirne le possibilità». Ne è convinta anche Marta che commenta all'uscita dall'aula il suo test: «E' andata bene, ho risposto solo alle domande che sapevo bene. Il bonus non mi è toccato. Ma è il numero chiuso che contesto: si sa che molti non arrivano alla laurea, la selezione è quella, non privarci della possibilità di accedere». Non la pensa allo stesso modo il presidente del Consiglio universitario nazionale, Andrea Lenzi, che considera «quello dei test il sistema più oggettivo e trasparente che si è trovato in Europa. Una selezione è necessaria». A sparigliare le carte alla fine della mattina è arrivato poi l'annuncio via twitter del ministro dell'Istruzione Carrozza: «Il bonus maturità è abolito». In parte una vittoria, è quello che le associazioni studentesche volevano, in parte la miccia di un nuovo caos. ©RIPRODUZIONE RISERVATA