14enne suicida per colpa di cyber-bulli

NOVARA Due video diffusi su internet, il dileggio tramite social network, le umiliazioni e la pressione dei coetanei: riaffiora con forza l'ombra del bullismo nel caso di Carolina, la quattordicenne di Novara morta nella notte tra il 4 e il 5 gennaio dopo essersi gettata dal balcone di casa. Quattro mesi e mezzo dopo il suicidio della ragazza, le indagini della procura dei Minori di Torino sulla vicenda che ha scosso la città piemontese sono arrivate ad una svolta: otto ragazzi novaresi tra i 15 e i 17 anni sono stati iscritti nel registro degli indagati con imputazioni che comprendono l'istigazione al suicidio e la detenzione di materiale pedopornografico. Quel tragico venerdì notte di inizio gennaio, alle tre del mattino, la ragazza si era gettata dal terzo piano di una palazzina del quartiere novarese di Sant'Agabio, una zona multietnica vicina alla stazione centrale. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti quella sera, poche ore prima di togliersi la vita, Carolina aveva partecipato a una festa ed era poi stata riaccompagnata a casa dal padre. Dai racconti degli adolescenti presenti alla festa, non erano emersi indizi che potessero spiegare la decisione della giovane. La ragazza, studentessa di un istituto tecnico della zona, si era trasferita da poco da Oleggio. L'ipotesi che le cause del gesto fossero da ricercare nella pressione da parte di cyberbulli. La procura dei Minori di Torino ha affidato al Politecnico di Torino l'esame dell'iPhone della studentessa per analizzarne il contenuto. I due video al vaglio degli inquirenti mostrerebbero Carolina mentre scherza con alcuni ragazzi. Poi la situazione, forse propiziata dall'alcol, cambia: insulti, frasi oscene. In un video Carolina è seduta su un water, vestita. Gli inquirenti stanno anche esaminando alcune fotografie e sono in cerca di altri video.(m.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA