Moody's taglia il rating di Mps

ROMA La scure di Moody's arriva in piena notte. L'agenzia taglia il rating di Mps di due livelli a Ba2, a livello cioè di 'spazzatura' e ritiene possibile nel medio termine un nuovo intervento dello Stato. In Borsa l'effetto è subito pesante e le azioni del gruppo senese cedono il 6,3% a 0,23 euro. La mossa provoca la reazione dell'Ad di Mps Fabrizio Viola il quale «per la prima volta», critica la decisione di un'agenzia di rating. Spiace soprattutto «la sua tempistica» che non tiene conto del piano industriale varato 3 mesi fa. Proprio per raddrizzare quel crollo della redditività Viola era stato chiamato, con apprezzamento del mercato, a firmare un nuovo piano industriale triennale, piano che l'agenzia apprezza ma la cui attuazione vede ora a rischio per uno scenario dell'economia italiana peggiorato nel 2012 e nel 2013. Moody's così crede che a Siena non basteranno i Monti Bond da 1,5 miliardi che il governo si prepara ad iniettare (dopo l'ok di Bruxelles) per mantenere i livelli di patrimonio richiesti dall'Eba. Il gruppo infatti non genera abbastanza reddito e così dovrà cercare un ulteriore «supporto esterno». La sua qualità degli attivi e sofferenze peggiorerà, avrà difficoltà di accesso ai mercati e si manterrà così fortemente dipendente dalla Bce. Una serie di pesanti considerazioni che l'ad contesta visto che lo scenario non è cambiato così drammaticamente rispetto a tre mesi fa, anzi il calo dello spread sta aiutando a ridurre quel fardello di minusvalenze che l'Eba ha attribuito al portafoglio di titoli di stato causando la 'mancanzà di 1,7 miliardi di capitale. Il meccanismo dei Monti Bond comunque, fa notare Viola, permette alla banca anche in caso di mancati utili, di avere il capitale rafforzato compensando il Tesoro con l'emissione di nuove azioni.