Viminale: non è Fini a decidere la scorta

Alla fine il ministero dell'Interno chiarisce il caso Fini: non è lui a decidere modalità della scorta (e relative spese) ma la polizia di Stato. «La gestione, l'organizzazione e l'esecuzione del relativo servizio non rientrano nelle competenze della Presidenza della Camera ma fanno capo all'Ispettorato di P.S. presso Montecitorio», afferma il Viminale in una nota relativa alle polemiche, suscitate da un articolo di "Libero", sul massiccio e dispendioso uso di agenti impiegati per la sicurezza di Fini in vacanza a Orbetello (nove stanze d'albergo per sistemarli, con un costo approssimativo di circa 80mila euro. Durata del soggiorno di sicurezza: due mesi e mezzo). Immediata la risposta del presidente della Camera, che ora intende fare causa al quotidiano diretto da Maurizio Belpietro. «Ringrazio il ministro Cancellieri e il capo della polizia Manganelli per aver sollecitamente confermato che il presidente della Camera non ha alcun ruolo nell'organizzazione delle misure di scorta e protezione, di esclusiva competenza delle autorità di pubblica sicurezza. Ringrazio il presidente del senato, Renato Schifani, per la solidarietà dimostratami, e confermo che il signor Belpietro risponderà in tribunale per le calunniose falsità pubblicate da "Libero"». Poco prima il presidente del Senato Renato Schifani, secondo quanto si apprende da fonti della presidenza della Camera, aveva telefonato al presidente della Camera per esprimere la sua solidarietà in merito agli articoli riguardanti la scorta di Gianfranco Fini.