01 maggio 2012 —
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sezione: Nazionale
di Paolo Carletti wROMA Un commissario straordinario affiancherà il governo Monti per la definizione dei tagli da effettuare nella pubblica amministrazione nel piano della spending review. Si tratta di Enrico Bondi, un supertecnico noto soprattutto per il miracoloso risanamento della Parmalat post-scandalo. Prenderà 150mila euro lordi. E’ una delle decisioni siglate durante il lungo consiglio dei ministri di ieri pomeriggio, conclusosi in serata, nel quale è stata incardinata la governance che dovrà gestire un passaggio estremamente delicato per il Paese. Conferito anche un incarico al professor Francesco Giavazzi per analisi e raccomandazioni sul tema dei contributi pubblici alle imprese, e al professor Giuliano Amato per analisi e orientamenti sul finanziamento pubblico ai partiti e ai sindacati. Entrambi presteranno la loro opera a titolo gratuito. Obiettivo: ricavare, subito, 4,2 miliardi dai tagli alla spesa pubblica, così da scongiurare l’aumento di due punti delle aliquote Iva più alte (10 e 21%) in ottobre. Il commissario avrà il compito di individuare dove razionalizzare la spesa. Altri tagli dovranno essere poi individuati entro il 2013 per poter arrivare al pareggio di bilancio senza rischi. Se la nomina di un commissario straordinario ha scatenato il Pdl, che lo ritiene un provvedimento «grottesco», con critiche feroci, il premier Monti da parte sua ha tracciato un percorso molto chiaro. Oltre al commissario (la cui nomina sarà ratificata con un decreto del premier) nasce anche un comitato interministeriale. Si chiamerà Comitato dei ministri per la revisione della spesa e sarà presieduto dallo stesso primo ministro, con il ministro dei Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, il ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi, il viceministro all’Economia Vittorio Grilli e il sottosegretario alla Presidenza Antonio Catricalà. I tagli immediati dunque, dovranno raggiungere i 4,2 miliardi di euro nel 2012. La direttiva adottata ieri dal consiglio dei ministri stabilisce che ogni ministro proporrà entro il 31 maggio 2012 un progetto contenente sia gli interventi di revisione e riduzione della spesa «atti a generare i risparmi di spesa previsti, sia misure di razionalizzazione organizzativa e di risparmi per gli esercizi futuri». Appare chiaro che Monti abbia voluto investire di un ruolo centrale un soggetto terzo, il commissario Bondi, anche per le resistenze che il governo sta incontrando un po’ in tutti i settori da «sforbiciare». Nel dossier preparato dal ministro Giarda ci sono prefetture, tribunali, scuole, difesa. E sono forti i malesseri nei partiti, ma anche tra le categorie interessate che già hanno protestato con decisione. I partiti non arretrano dalle loro posizioni e aspettano di capire la portata dei tagli e i settori colpiti. Il segretario del Pd Bersani ieri è tornato a parlare della scuola, dove in effetti non c’è più molta polpa da addentare dopo l’accanimento delle riforme-Gelmini. «La spesa corrente con noi era in ordine, col centrodestra è sbarellata – ha detto Bersani – ma adesso non ci sono margini per tagli alla scuola. Si può incidere sul settore della spesa della pubblica amministrazione, l’acquisto di beni e servizi. Ma non si può tagliare su stato sociale o istruzione, sul lavoro e gli investimenti, perché così crolliamo». Il Pdl da parte sua, guarda soprattutto alla difesa e alle forze dell’ordine, agitando lo spauracchio della sicurezza. «Bisogna usare il bisturi e non l’accetta – ha detto il presidente dei deputati Cicchitto – e non tagliare le spese per la sicurezza. I cittadini non possono essere lasciati da soli». L’Idv boccia senza appello Monti e parla di «inutile operazione di facciata», mentre la Lega cerca di uscire dall’angolo con la sua protesta fiscale contro l’Imu. Il confronto tra l’esecutivo e la maggioranza sarà un altro duro esame per il presidente del consiglio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA