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La cappella Revedin a pezzi Il Comune come interverrà?

Francesco Rendine ed Enrico Brandani, consiglieri comunali del gruppo Futuro e libertà interrogano il sindaco sulla questione della cappella Revedin, in via Bologna. Un edificio di culto, un tempietto in completo degrado, al centro di un contenzioso giudiziario tra gli eredi e il Comune. Bene i due consiglieri chiedono al Comune se non abbia ancora acquisito la proprietà dell’area, o se intenda continuare «con un atteggiamento ozioso» oppure se il sindaco non ritenga opportuno intervenire con ordinanza per mettere in sicurezza o riproporre la cessione alla proprietà. Rendine e Brandani fanno il punto sul caso ricordando che circa 670 cittadini hanno protestato e presentato una petizione al Comune di Ferrara per il recupero della cappella Revedin e della bonifica della zona circostante. E che anche su Facebook centinaia di persone stanno aderendo all’appello “Salviamo la cappella Revedin”. A tutt’oggi il tempietto si presenta diroccato, pericolante, simbolo del degrado e tutto questo a 2 passi dal tanto decantato “boulevard” di via Bologna. E soprattutto da 10 anni a questa parte l’unico intervento effettuato è rappresentato dalla recinzione che ormai non protegge più nulla. Ecco gli elementi portati da Brandani e Rendine. Oltre a questo c’è il fatto che da tempo vi è un braccio giudiziario tra comune ed eredi Fusi (la proprietà) e che già nel giugno scorso la causa avrebbe avuto una conclusione giudiziaria e dunque il Comune dovrebbe già aver adottato gli atti per prendere possesso dell’area.