Ungheria sull'orlo del crac finanziario

MILANO L'Ungheria corre verso il crack finanziario. Il governo ieri non è riuscito a centrare l'obiettivo di vendita di titoli pubblici previsto nell'asta odierna, collocando solo 35 miliardi di fiorini contro i 45 programmati. In salita i rendimenti al 9,9%, contro il 7,9% dello scorso 22 dicembre. Sotto la pressione dei mercati finanziari, il governo potrebbe modificare la controversa legge sulla banca centrale, condizione necessaria per ottenere il via libera ad un piano di salvataggio dell'Ue e del Fmi. «Siamo consapevoli della difficoltà della situazione, vogliamo un accordo con il Fondo monetario e se serve potremmo cambiare anche la legge sulla banca centrale», ha detto durante una conferenza stampa Tamas Fellegi, capo negoziatore con il Fondo sul pacchetto di aiuti. «Posso negoziare un accordo provvisorio, ma deve essere alle condizioni più favorevoli possibili» ha aggiunto Fellegi dopo un colloquio con il premier ungherese Viktor Orban, e a pochi giorni dalla missione dell'11 gennaio a Washington presso il Fondo monetario. L'Ungheria, che non fa parte dell'euro, è stato il primo Paese dell'Ue a ricevere un salvataggio dal Fmi nel 2008, ben prima della Grecia. Per allentare la tensione ieri il governo ha annunciato che proporrà al Parlamento un'amnistia per 43 manifestanti arrestati il 23 dicembre, fra cui 15 deputati socialisti e verdi e l'ex premier socialista Ferenc Gyurcsany. Il paese è alle prese con un duro braccio di ferro con l'Ue e il Fmi su una legge approvata la scorsa settimana dal Parlamento nazionale che minaccerebbe l'indipendenza della banca centrale. Cresce il rischio di default con il rialzo dello spread tra i titoli ungheresi e quelli britannici a 750 punti mentre il differenziale con i Bund tedeschi è arrivato a 850 punti. In salita anche i cds, i contratti di riassicurazione in caso di fallimento, a quota 745. Il tutto mentre continua il crollo della valuta nazionale, il fiorino, che segna un nuovo record negativo sull'euro a 322 fiorini. Banca Intesa e Unicredit sono molto presenti in Ungheria dove controllano rispettivamente la quinta e la settima banca del Paese. Nel dettaglio Cà de Sass controlla Cib Bank, che conta su una quota di mercato del 7,9% e 145 filiali mentre Piazza Cordusio ha 134 filiali e una quota di mercato del 5,4%.a.d.s. ©RIPRODUZIONE RISERVATA