Bimbo affogato in mare la madre finisce in clinica

ROMA Arresti domiciliari in una clinica psichiatrica. Dopo due ore di interrogatorio nel carcere di Rebibbia, il gip del tribunale di Grosseto, Marco Mezzaluna, ha deciso che Laura Pettenello, arrestata con l'accusa di aver annegato il figlio di 16 mesi nel mare di Orbetello (Grosseto), resta sotto misura cautelare ma in una «struttura sanitaria idonea». «Ha risposto ad alcune domande», ha detto il gip dopo aver ascoltato, insieme al procuratore di Grosseto Franco Verusio, la commercialista di 45 anni che, il 9 agosto scorso, avrebbe volontariamente annegato Federico, il suo terzogenito, nelle acque antistanti la spiaggia di Feniglia, a Orbetello, durante un'uscita in pedalò. Alla donna, assistita dagli avvocati Caterina Flick e Bruno Leporatti, i magistrati imputano oltre all'omicidio volontario aggravato dalla parentela, anche l'aggravante della premeditazione. «Inizia un nuovo percorso di cura che speriamo porterà la signora a casa al più presto» ha detto l'avvocato Flick all'uscita dal penitenziario romano. Il bimbo dunque, non sarebbe caduto in mare accidentalmente, mentre la madre era impegnata a legare ad una boa il pedalò noleggiato in spiaggia. Ma sarebbe stata la donna a gettarlo in mare per annegarlo. La drammatica ricostruzione di quelle ore è scritta dai magistrati della procura grossetana nell'ordinanza di arresto, frutto di due mesi di indagini. Proprio dall'attività investigativa è emerso che la commercialista aveva già provato ad uccidere il figlio. Per la procura toscana infatti, la Pettenello oltre che per l'episodio tragico del 9 agosto, deve rispondere anche di un precedente tentativo di annegamento del piccolo nella vasca da bagno della abitazione romana della famiglia, avvenuto nel marzo scorso. «Fin dall'inizio il racconto dei fatti non ci ha convinto. - aveva detto l'altro giorno il procuratore capo, Francesco Saverio Verusio - Alcuni passaggi non tornavano. Poi siamo venuti a conoscenza dell'episodio del 13 marzo scorso, quando il piccolino è stato ricoverato per tredici giorni al policlinico Umberto I di Roma perché era quasi annegato nella vasca, mentre la madre gli stava facendo il bagnetto». In quell'occasione, ai medici dell'ospedale la donna aveva detto che era svenuta e che il figlio era scivolato sott'acqua. Il marito della donna, Lorenzo, è indagato per concorso in omicidio e favoreggiamento. (a.d'a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA