Vecchi, il Deschamps in campo che può esserlo pure in panchina

FERRARA Stefano Vecchi, da giocatore, è stato per quattro anni il leader, l'equilibratore tattico, della Spal. Adesso è tornato in biancazzurro per guidare la squadra dalla panchina. Ma, a ben guardare, studiava da tecnico già all'epoca del suo primo approdo a Ferrara. Era il 7 giugno 1999 quando, via telefono, Vecchi, ci esternava la sua voglia di Spal (la trattativa con il Brescello non era ancora definita) ed al contempo, si descriveva e spiegava il tipo di calcio caro a mister D'Astoli, suo mentore decisissimo a portarlo in biancazzurro: «Gioco davanti alla difesa, da solo o in coppia con un altro centrocampista - raccontava Vecchi -; non sono incontrista al 100% e nemmeno regista. Per fare un esempio, direi un Deschamps. Mister D'Astoli? Lo conosco bene, posso fare un certo tipo di gioco, quello che vuole lui: il pallone va sempre giocato rasoterra, non va mai buttato via, si deve sempre cercare di impostare. La squadra cerca di imporre il proprio gioco, e non di adattarsi agli avversari». Bene, è la fotografia perfetta di Stefano Vecchi allenatore e di ciò che chiede ora alla sua Spal. Palla a terra, possesso, personalità. Dopo il test estivo perso con i romeni del Bihor, Vecchi ha affermato: «Difficoltà? Evidenti. Ma se avessimo voluto evitarle ci saremmo potuti adattare all'avversario, aspettarlo. Però è inutile cercare di portare avanti un certo discorso, se poi fai così». Vecchi ha già dato un'impronta, uno stile, alla Spal. Lui è esigente, meticoloso, attento, perfezionista, grande lavoratore. Ha carattere, non guarda in faccia a nessuno nel senso che tratta tutti allo stesso modo e non ha paura di un rapporto diretto. Era un Deschamps in campo (parole sue) e noi possiamo solo auguragli di esserlo in panchina: Deschamps ha giocato con Marsiglia e Juventus, da allenatore è tornato in entrambi i club ed ha vinto con tutti e due. Vecchi ora è tornato alla Spal. ..A lui scrivere il resto della storia.(p.n.)