La rinuncia al Cippo è un sacrificio Deve capirlo anche il goleador

di Paolo Negri wFERRARA Sarà opportuno che Giacomo Cipriani e la Spal si chiariscano bene. Perchè l'attaccante, ieri, non ha detto cose di poco conto. Intanto il bomber ha reso noto che dal ritiro di Ronzone era venuto via (certo in accordo con mister Vecchi, e per curarsi), cosa che il club mai ha comunicato. Poi, il Cippo ha ripetuto che lui vuole - o meglio, vorrebbe - restare in biancazzurro, e che la società mai gli ha fatto presente (o lo ha fatto al suo procuratore) che lo ha posto sul mercato. Cipriani dice che ha parlato solo con Vecchi, e che vive male l'incertezza sul suo futuro (ma se è al corrente dell'interessamento di alcuni club, qualcuno lo avrà relazionato al riguardo). Se poi dovesse restare, come gestire il parco attaccanti, visto che il bomber asserisce che lui, Arma, Marconi e Mendy sono tutte prime punte con identiche caratteristiche fisiche e tecnico-tattiche? Sono esternazioni figlie della sensibilità di Cipriani, e crediamo davvero che il centravanti attraversi con disagio queste settimane ricche di punti interrogativi sul domani. Per questo, nel rispetto tanto dell'uomo e del professionista, quanto delle necessità della società e degli equilibri del nuovo gruppo biancazzurro, sarà bene che una soluzione si trovi rapidamente, o il più rapidamente possibile, senza eternizzarla fino al 31 agosto. E' chiaro che per la Spal la cessione di Cipriani non risponderebbe ad una valutazione tecnica, ma a precise esigenze economiche. Al tempo stesso, è evidente che se il club ha riportato a casa Arma, ha confermato Mendy ed ha ingaggiato Marconi, significa che riteneva ineluttabile la partenza di Cipriani. La Spal sul mercato si è mossa bene, nel senso che ha tempestivamente centrato gli obiettivi che si era posta. Ora, per completare il quadro e garantirsi anche una maggior vivibilità finanziaria (cosa che di questi tempi è scontata per nessuno), è assodato che deve alleggerirsi dei contratti di Cipriani come di Belleri e di Smit. Ci sta, non tutti si chiamano Spezia (ed è da dimostrare, in categoria, la sostenibilità dell'impegno economico profuso dai liguri). Per questo, oltre al lavoro del digì Pozzi, il dossier Cipriani necessita anche dell'appoggio di Tullio Tinti, re dei procuratori e agente del Cippo: se qualcuno può, lui... può. La Spal è grata a Cipriani per la professionalità mostrata e per quanto fatto in campo. E nessuno dubita di quanto potrebbe o potrà ancora fare, non è questo il punto: chi disconosce il valore del cannoniere? Solo un ottuso, ed a queste latitudini non ce ne sono. Ma il nuovo corso spallino contempla dei sacrifici. Anche reciproci, se necessario.