«Sono tornato alla Spal per realizzare un sogno»

Il bergamasco Stefano Vecchi è il nuovo allenatore della Spal. Con la società biancazzurra, il trainer quarantenne ha sottoscritto un contratto di un anno. Dopo la carriera da centrocampista iniziata nell'Inter e proseguita nelle fila di Spezia, Arezzo, Fiorenzuola e Brescello , Vecchi conta quattro stagioni alla Spal con un totale di 122 presenze e nessun gol prima di passare al Pavia. Da allenatore, l'esordio al Mapello (Promozione bergamasca), tre stagioni alla Colognese in Eccellenza con una promozione in serie D e infine, dal 2009 allo scorso mese l'esplosione alla Tritium, con il doppio salto dalla serie D alla Prima Divisione, ottenuta in entrambi i casi con il primo posto in classifica. Un bel crescendo, che fa ben sperare per le sorti biancazzurre, anche se, è stato chiarito a più voci, per la prossima stagione non si parla di ambizioni. FERRARA A rivederlo così, dopo qualche anno, sembra che il tempo si sia fermato per il bergamasco Stefano Vecchi, da ieri ufficialmente nuovo allenatore della Spal. Stesso sguardo serio e concentrato da giocatore, così come anche il fisico asciutto. Il trainer è stato presentato nel pomeriggio nell'affollata sala stampa del Centro di via Copparo, con il benvenuto, come di consueto, da parte dei vertici dirigenziali rappresentati dal presidente Cesare Butelli e dal direttore Bortolo Pozzi. «Quello di tornare alla Spal in panchina, dopo esserne stato giocatore e capitano in campo, è un sogno che si realizza, ma non posso certamente fermarmi a questo. C'è un progetto di ripartenza dopo l'ultimo triennio, con i piedi ben piantati per terra e senza grilli per la testa, anche se sognare costa nulla. La società mi ha chiesto di riportare nella squadra voglia massima e senso di appartenenza, e su questo lavoreremo. Spero di riuscire a costruire un gruppo che non si risparmi mai dal primo all'ultimo giorno di lavoro, perchè così nelle mie precedenti esperienze abbiamo costruito tanti successi». Idee chiare anche sull'aspetto tecnico: «L'idea è quella di costruire una squadra che sappia abbinare al meglio l'aspetto agonistico a quello della qualità. Il modulo? Dipenderà dal tipo di giocatori che arriveranno. Difesa a quattro? Sicuramente. Vorremmo costruire una squadra con 3/4 giocatori di riferimento, giovani capaci di crescere ed altri magari non più giovanissimi ma con la voglia di mettersi in gioco e motivazioni». Sul profilo del gruppo: «Valuteremo le capacità tecniche, ma una grossa valenza avranno anche le qualità morali e umane. Sia di chi rimarrà, sia di chi potrà arrivare». Così, invece, Butelli: «Se notate la mia espressione facciale un po' rabbuiata è solo perché sono molto stanco, sono giorni d'impegni continui e grande profusione di energia». Il vigore torna però immediatamente presentando Vecchi: «Crediamo che Stefano sia la scelta più azzeccata: è un allenatore giovane ma che vanta un curriculum già importante, dove si contano diverse promozioni, anche se in serie leggermente inferiori alla Prima Divisione, ma siamo dell'idea che le sue qualità possano emergere anche in questa categoria e a Ferrara, una piazza che Stefano conosce bene avendoci militato da giocatore. E' giovane, ha voglia di emergere e una mentalità vincente con idee precise, le porterà nel nostro progetto: poi è chiaro che spetterà al campo dare risposte. E' anche un bell'uomo, il che a livello d'immagine non guasta mai». Prosegue Pozzi: «Vero, ci siamo accordati in breve tempo, ma il nome di Vecchi non è piovuto all'improvviso, lui era uno di quelli a cui pensavamo già da un po' come possibile guida della nostra squadra. E' un nuovo progetto quello in cui ci stiamo avviando, che vedrà i giovani come protagonisti principali. E, badate bene, non perché ci interessi avere i contributi dalla Lega, ma piuttosto perché crediamo che i ragazzi portino freschezza, prospettive, voglia ed entusiasmo, dopo che abbiamo visto, a nostre spese, che la scelta degli ultimi anni di affidarsi a una rosa più esperta non ha dato i frutti sperati. Non parliamo di obiettivi, non chiederemo certo al nostro nuovo tecnico la promozione o i play off, quanto piuttosto di creare un gruppo con il senso di appartenenza ai colori della Spal, la voglia d'impegnarsi e sacrificarsi, ogni giorno e in ogni gara». Federico Pansini