Mori d'infarto, tre sanitari a processo

LAGOSANTO.Oggi non accadrebbe più, perché cambiate l'organizzazione del lavoro e le procedure di controllo all'interno all'ospedale del Delta. Ma nell'agosto del 2008, un possibile «buco» tra le competenze dei sanitari avrebbe portato alla morte una donna di 67 anni, Anna Maria Barboni. La donna mori per un infarto miocardico, era stata sottoposta ad un trattamento farmacologico e anche ad un elettrocardiogramma, il cui esito però non sarebbe mai stato visionato dai medici di guardia.
Venne eseguito da una infermiera come esame routinario da visionare ma non subito dopo l'esecuzione e invece quella notte la donna mori. I medici legali dell'accusa al processo a carico di tre sanitari dell'ospedale hanno indicato che se si fosse letto quell'Ecg, ci si sarebbe accorti che la donna aveva un infarto in atto: poteva salvarsi. Tre i sanitari imputati di omicidio colposo: i medici Guido Margutti ed Elena Incasa e l'infermiera Daniela Calvetti, difesi dagli avvocati Marzola, Miraglia e Prete. Il processo punta a ricostruire gli eventi della notte tra il 19 e il 20 agosto e nell'udienza di ieri sono stati ascoltati i congiunti della donna morta, poi i testi delle difese e gli stessi imputati.
Il giudice ha ordinato un confronto fra tre testimoni, uno dell'accusa e due delle difese, proprio per valutare quel «buco» organizzativo che non consenti di leggere quell'esame. L'udienza è stata aggiornata al 12 aprile prossimo, quando dopo il confronto sono fissate la discussione e la sentenza. (d.p.)