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Ferrara è la terra dell’Abate

 Al Frutteto dimostrativo della Fondazione Fratelli Navarra, a Malborghetto di Boara, si è tenuta la Giornata della Regina dedicata alla pera Abate Fétel, una tra le eccellenze del mondo frutticolo del territorio. «Siamo felici di ospitare questa terza giornata tecnica - ha detto il presidente Pier Carlo Scaramagli - in un’ottica volta a fare ricerca al servizio degli imprenditori agricoli».
 I tecnici di Cso e Fondazione Navarra hanno fatto il punto sulle coltivazioni Emerge una flessione consistente della produzione con tutte le varietà che mostrano segni negativi rispetto al 2009. «L’Abate Fétel ha spiegato Tomas Bosi del Centro Servizi Ortofrutticoli - è la varietà su cui si va sempre più concentrando la pericoltura ferrarese, emiliano romagnola e italiana. L’Italia è il principale paese produttore di pere a livello europeo con una produzione di 870.000 tonnellate medie. La produzione nazionale di Abate è di 300.000 tonnellate (media dell’ultimo quadriennio). A livello nazionale rappresenta circa il 35% del raccolto totale. L’Emilia Romagna - prosegue Bosi - è la principale Regione di produzione per le pere, con un’offerta, passata dalle 650.000 alle più recenti 580.000 tonnellate, che rappresenta circa il 65% della disponibilità nazionale. Negli ultimi anni la regione presenta una produzione di Abate Fétel di circa 230.000 tonnellate, che corrisponde generalmente a circa i 3/4 di quella nazionale. In rapporto alle altre cultivar, la varietà incrementa il proprio peso sul totale da poco sopra il 30% del biennio 2000-2001 all’attuale 40%. A livello regionale - dice Bosi - Ferrara continua a essere l’area di coltivazione più importante, producendo mediamente 250.000 tonnellate di pere, che rappresentano quasi il 30% della produzione nazionale e oltre il 40% di quella regionale. La produzione per singola campagna commerciale di Abate Fétel ha raggiunto nell’ultimo quadriennio una media di 120.000 tonnellate, oltre il 50% dalla produzione regionale e circa il 40% dell’Abate italiana».
 Per quel che riguarda la produzione «per il 2010 - continua Bosi - le stime produttive indicano per le pere un calo consistente dell’offerta, che con circa 655.000 tonnellate a livello nazionale, dovrebbe flettere nel del 24% rispetto al 2009. Tutte le principali varietà mostrano segni negativi confrontati con l’anno precedente. In particolare per l’Abate Fétel il calo si attesta sul -35%, per Kaiser sul -47%, per Conference -18% e per William -14%. In Emilia Romagna dove si coltiva circa il 65% della specie, la produzione 2010 di pere è prevista sulle 380.000 tonnellate, il 31% in meno sul 2009. Per l’Abate Fétel la produzione regionale dovrebbe attestarsi sul -42% rispetto al 2009, la William dovrebbe presentare un’offerta inferiore del 18%. Significativo il calo produttivo anche di Conference (-23%), netta la diminuzione di Kaiser (-51%), in parte giustificata anche dalle elevate produzioni del 2009, ma in questo caso le rese si pongono largamente al di sotto della media. L’unica varietà che presenta rese più simili allo scorso anno è Decana che però registra un progressivo calo delle superfici. Nella provincia di Ferrara - chiude Bosi - la produzione 2010 potrebbe flettere sul 2009 ancora maggiormente rispetto ai valori di Italia ed Emilia Romagna. Sono stimate circa 145.000 tonnellate che corrispondono al -40% rispetto alla scorsa annata. Da rimarcare flessioni rilevanti soprattutto per Abate Fétel -52% e Kaiser -61%. Più contenute ma significative, le diminuzioni attese per Conference -24%, William BC -16% e Decana -12%. Tutte le cultivar presentano rese unitarie inferiori alla media dell’ultimo quadriennio».
- Andrea Tebaldi