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«Qui applichiamo il metodo Zamboni»

 Prima ha studiato le «specifiche» pubblicate sulle riviste scientifiche, poi si è rivolto personalmente al professor Paolo Zamboni, di Ferrara, per ottenere risposte sulle questioni che non riteneva sufficientemente chiare. Con quel bagaglio di nozioni il dottor Ciro Gargano, radiologo vascolare interventista dell’Ospedale dei Pellegrini di Napoli, è tornato nel capoluogo campano e da un paio di mesi «libera», come dicono gli ammalati di sclerosi multipla, i pazienti che chiedono di essere sottoposti all’intervento ideato dal professor Zamboni, già testato in uno studio preliminare condotto in tandem da S. Anna e Bellaria su 65 persone. Il centro sanitario di Napoli è il primo in Italia («così ci risulta», afferma Gargano) dove si esegue l’intervento di angioplastica che elimina stenosi e ostruzioni dalle vene che drenano il sangue dal cervello. Un modo, secondo i medici Zamboni e Salvi (neurologo del Bellaria), per trattare la malattia (ccsvi) che potrebbe essere associata all’insorgenza della sclerosi multipla. Sul loro ipotetico legame sono in corso studi negli Usa e in Canada, uno multicentrico dovrebbe partire entro ottobre e sarà coordinato dal professor Zamboni (è promosso dalla Fondazione Hilarescere e dalla Regione Emilia Romagna), un altro è stato annunciato dall’Aism. Entrare nelle sperimentazioni in corso per tutti i pazienti è impossibile, alcuni hanno deciso di rivolgersi a strutture straniere (Polonia, Bulgaria) per anticipare l’accesso al trattamento. In Italia, un paio di mesi fa, ha avviato un’attività clinica l’ospedale Pellegrini. «Ho partecipato ad un incontro scientifico a Reggio Emilia in cui erano presenti rappresentanti Aism e Fism e lì ho avuto occasione di consultare il professor Zamboni, che mi ha fornito i chiarimenti richiesti - dice Gargano - Nel frattempo il reparto diretto dal primario Giuseppe Morelli Coppola ha deciso di avviare questa attività. In questi mesi ho avuto occasione di conoscere le perplessità espresse da una parte del mondo scientifico. Noi siamo convinti della bontà di questa procedura». All’ospedale napoletano giungono ogni giorno decine di telefonate. «Abbiamo sottoposto all’intervento circa venti pazienti - conclude il radiologo - con risultati incoraggianti. A settembre incontrerò il professor Zamboni». (gi.ca.)