ARCHIVIO la Nuova Ferrara dal 2003

Senza Titolo


IL SALUTO
Grande in bocca al lupo
agli amici dell’Audace Baura

 Il rinnovato consiglio direttivo della società Audace Baura, eletto il 20 luglio 2010, non annovera più tra i suoi componenti Sandro Tuffanelli (vice presidente-direttore sportivo) e Franco Nasci (vice presidente-responsabile neonato settore giovanile) che desiderano ringraziare tutti coloro che si sono prodigati ed hanno collaborato alla realizzazione di attività ed eventi in questi anni. Certi che questa società continuerà con gli stessi principi, auguriamo al presidente e a tutta la dirigenza un in bocca al lupo per un futuro pieno di soddisfazioni e gioie.
Franco e Sandro

LA POESIA
Luminose
scie

 Notte magica. Notte in cui milioni di uomini
alzano gli occhi al cielo,
sfogliano l’immenso libro delle stelle/per tracciare possibili destini,
immersi in un pulsare infinito
che regala sogni e visioni.
Monica Taddia

CIRCOSCRIZIONE 2
Belli i progetti di Facchini
ma ora pensi al guard rail

Spett. redazione,
 desidero esprimere un mio parere in merito all’articolo di mercoledi 4 agosto riguardante i progetti (e i sogni) del presidente della Circoscrizione 2, Fausto Facchini. Apprezzando sia progetti che buoni propositi. In attesa della loro realizzazione, chiedo al presidente di attivarsi affinchè siano sistemati i due tratti di guard-rail lungo via Chiesa, lato fosso (da tombinare). Nelle attuali condizioni, più che una protezione rappresentano un pericolo per ciclisti e/o motociclisti.
Lettera firmata

SCLEROSI MULTIPLA/1
Roberto non può rischiare
con la sperimentazione

Egregio direttore,
 le scrivo in riferimento all’articolo apparso sul suo giornale di sabato in cui si racconta la storia di Roberto, un ammalato grave di sclerosi multipla, che spera di essere inserito nella sperimentazione che presto inizierà nella nostra regione riguardante la nuova terapia proposta dal professor Paolo Zamboni, direttore del Centro delle malattie vascolari dell’Università di Ferrara che molte speranze sta dando ai malati. Non ritengo eticamente corretto la partecipazione di malati gravi in questa sperimentazione perché essa avverrà in “doppio cieco”: a metà dei pazienti verrà effettuata un’angioplastica dilatativa delle vene del collo e del torace e a metà pazienti verrà simulato l’intervento. Questo per stabilire la validità o meno della terapia.
 Roberto non può rischiare la simulazione dell’operazione per la gravità della sua situazione ma può farsi operare al Presidio ospedaliero dei Pellegrini di Napoli dal dottor Giuseppe Morelli Coppola che è, per ora, l’unico centro che effettua l’operazione in Italia. Per questo ha dei tempi di attesa interminabili, ma offre anche la possibilità di un intervento a pagamento intramoenia. Le segnalo, inoltre, che esiste un gruppo di supporto alla nuova terapia del prof. Zamboni su Facebook che conta più di 20.000 persone e nel quale si possono avere notizie o aggiornamenti dove potersi curare con la nuova terapia del professore ferrarese. Un altro sito web, curato da un ammalato, ben aggiornato è il seguente: http://ccsvism.xoom.it/. Distinti saluti.
Carlo familiare di ammalato di sclerosi multipa Bologna

SCLEROSI MULTIPLA/2
I malati ora vogliono
la big idea di Zamboni

 Ora basta! Questo all’unisono il grido che lanciano i malati di sclerosi multipla su Facebook, sono oltre 21.000 iscritti alla pagina “ccsvi nella sclerosi multipla”. Malati che non vogliono e non possono aspettare per ovvi motivi le lungaggini dei tempi burocratici legati alla annunciata sperimentazione per validare la scoperta del prof. Zamboni.
 Si tratta della “big idea”, così la chiamano oltreoceano, ovvero l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (ccsvi), riscontrata in altissima percentuale nei malati di sclerosi multipla. In sostanza il prof. Paolo Zamboni, in uno studio che ha coinvolto 65 persone, correla problemi venosi come stenosi o valvole difettose alle giugulari e/o alle azygos e sclerosi multipla; malformazioni vascolari congenite che si sviluppano tra il 3º e il 5º mese di vita intrauterina, così come recita il documento di consenso internazionale approvato da un panel di 47 esperti riuniti a Montecarlo lo scorso settembre 2009.
 La malattia si diagnostica con un ecocolordoppler dedicato e si tratta con un intervento mini invasivo di angioplastica dilatativa e non inserendo stent come viene spesso erroneamente riportato, in quanto il campo di azione riguarda il sistema venoso e non arterioso.
 I malati e i loro familiari, forse per la prima volta in Italia, dal web hanno dato vita ad una associazione, la ccsvi-sm.org, un’associazione in mano alla gente capeggiata da Nicoletta Mantovani (vedova Pavarotti) che in primis chiede a viva voce libertà di diagnosi e terapia, così come accade in molti Stati esteri.
 E mentre si fa i conti con la clamorosa notizia che i farmaci per la sclerosi multipla si sono rivelati un flop, si attende la risposta dal Css che ha ricevuto in audizione il 13 luglio 2010 una delegazione dell’associazione; durante l’incontro è stato chiesto di curare anche in Italia tramite ssn la ccsvi da subito, a prescindere dalla sua correlazione con la sm. All’Università di Ferrara intanto dal prossimo settembre sarà possibile, attraverso un master annuale, formare esperti in grado di diagnosticare e trattare la ccsvi, secondo precisi criteri messi a punto dal prof. Paolo Zamboni. La ccsvi appare sempre più come una verità inconfutabile e chi non la riconosce probabilmente nega la realtà.
- Lucia Remondi