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La mossa di Berlusconi: Brancher ministro


 ROMA. Aldo Brancher, ex manager Fininvest già coinvolto in Tangentopoli e attualmente sotto processo per lo scandalo Bnl, fedelissimo di Tremonti e considerato da sempre «ufficiale di collegamento» tra Berlusconi e la Lega, è stato nominato ministro per l’Attuazione del federalismo. La creazione del nuovo ministero è stata decisa ieri dal consiglio dei ministri. Brancher, che lascia la poltrona di sottosegretario, è salito ieri al Quirinale per giurare nelle mani del capo dello Stato. La nomina, concessa dal Cavaliere a Bossi, arriva proprio mentre il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, lancia l’allarme e ricorda che è lo stesso ministro Elio Vito ad ammettere che il federalismo fiscale «è senza copertura finanziaria e quindi non ha più basi». Ma a protestare è soprattutto l’opposizione, che denuncia una «inutile moltiplicazione» di poltrone in un momento in cui il governo chiede «enormi sacrifici» agli italiani.
 In serata arriva la replica Brancher, che attacca chi lo critica: «Lasciatemi lavorare, giudicatemi dopo». Poi definisce «politica» la sua nomina: «Significa che sul federalismo il governo è blindato e va avanti. Noi e la Lega condividiamo gli stessi progetti». Il neo ministro dice di non aver mai avuto nessuna condanna («Chi mi ha inquisito ha fatto buttare i soldi allo Stato») e spiega perché ha detto sì a Berlusconi: «Ho deciso di accettare questa sfida proprio per portare a compimento i vari passaggi del federalismo. Una cabina di regia era necessaria».
 Dopo la nomina di Maria Vittoria Brambilla al Turismo, sale così a 24 il numero dei ministri del governo Berlusconi. Quelli che già si occupano di federalismo sono tre: Affari regionali, Semplificazione e Riforme. Perché un altro dicastero? E quanto costerà? «E’ un ministero low cost, molto low cost», promette Giulio Tremonti. Ma le sue rassicurazioni non convincono il Pd e Pier Luigi Bersani non rinucia ad usare l’arma dell’ironia: «Non capisco che senso abbia un altro ministero che si occupa di federalismo. Spero che a questo punto non facciano tre sottosegretari al Nord, al Sud e alle Isole...». Antonio Di Pietro presenta invece una interrogazione urgente al governo per sapere da Berlusconi perché «si è inventato» questo nuovo ministero e attacca: «Brancher in questo momento è sotto processo per la vicenda Fiorani. L’udienza si doveva tenere in questi giorni e già sono un paio di volte che viene rinviata perché era impegnato. Vogliamo scommettere che nei prossimi giorni si avvarrà del legittimo impedimento?».
 A ricordare che da ieri aumenta il numero degli uomini di governo che possono avvalersi della norma privilegio sul legittimo impedimento è anche Donatella Ferranti. «Con questa nomina» spiega la deputata del Pd «Brancher potrà a pieno titolo evitare di comparire all’udienza del 26 giugno che lo vede indagato per appropriazione indebita in relazione ai soldi incassati dall’ex numero uno della Banca di Lodi, Giampiero Fiorani». Al coro degli indignati si aggiungono anche i centristi Casini e Rutelli. Il leader dell’Udc definisce «inutile e costosa» la creazione di nuovi ministeri e chiede «serietà» al governo. Rutelli prevede invece che proprio a causa del federalismo «che non corrisponderà al mito che se ne fa», la Lega «entro un anno farà cadere il governo». A difendere la scelta di palazzo Chigi, ci pensa il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, che definisce «volgari e inconsistenti» le critiche dell’opposizione.
   - Gabriele Rizzardi