Caso Aldrovandi, querelata la mamma

Tre dei poliziotti che sono stati condannati in primo grado dal Tribunale per eccesso colposo nell'omicidio colposo di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto dopo un intervento di polizia la notte del 25 settembre 2005, hanno querelato la madre del giovane, Patrizia Moretti, per alcune sue affermazioni ritenute diffamatorie, in una intervista su Nuova Ferrara e Ansa nel 2008.
Ne hanno dato notizia i genitori di Federico Aldrovandi nel loro blog. «Quello che mi fa più male - ha scritto il padre Lino - è il fatto che il Pubblico Ministero aveva richiesto l'archiviazione per questo fatto specifico, ma coloro che sono stati ritenuti responsabili della morte di Federico, hanno pensato bene di non accettarla e di avvalersi del rito dell'opposizione».
La procura di Mantova ha infatti chiesto l'archiviazione (nel procedimento sono coinvolti anche due giornalisti) ma il gip ha accolto la richiesta di opposizione presentata dai tre querelanti (si tratta di Enzo Pontani, Monica Segatto e Luca Pollastri), fissando un'udienza per il 18 giugno durante la quale prenderà in esame la richiesta.
Sulla vicenda è intervenuta ieri anche la capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Donatella Ferranti. «A tutto c'è un limite - dice - mi auguro che i tre poliziotti già condannati in primo grado per la morte del giovane Aldrovandi ritirino la denuncia nei confronti della madre del giovane ucciso. Sarebbe un gesto di ravvedimento: ostinarsi in querele può assumere i contorni della molestia giudiziaria».
Patrizia Moretti, la mamma di Federico, non si capacita: «E' una cosa cosi assurda». «Per quanto io possa ricordare avevamo espresso una opinione, c'erano alcune persone imputate per la morte di mio figlio, e per il caso di Trieste di un altro ragazzo morto (caso Rasman, ndr) avevo detto che speravo ci fosse un processo per loro cosi come il nostro: parlai di delinquenti perché dissi che quelle persone andavano giudicate per l'atto commesso e non per la divisa indossata: trovo che le tante querele che in questi anni abbiamo ricevuto, anche per il blog, a casalinghe, pensionati e genet comune, siano state intimidazioni, ma noi abbiamo solo cercato verità».