La grande epopea della Tassinari Bilance

SANT'AGOSTINO. «Sono lieto di festeggiare i 100 anni della Tassinari Bilance». Con orgoglio, l'imprenditore Giuliano Tassinari ha cosi inaugurato, assieme al sindaco Fabrizio Toselli, il piazzale dedicato al nonno Gaetano e al padre Giovanni.
Uomini che hanno trasformato una piccola azienda di famiglia in una impresa leader in ambito internazionale. E che ha saputo imporsi in maniera brillante su molti mercati internazionali. Una storia molto bella anche dal punto di vista umano e etico.
«A queste persone che hanno lavorato con tenacia - ha spiegato Giuliano Tassinari, ripercorrendo i punti salienti dei 100 anni dell'azienda, non senza una giustificata punta di commozione - e che mi hanno insegnato non solo a realizzare prodotti di qualità, ma anche fondamentali doti morali quali l'onestà, la serietà e il valore di onorare gli impegni presi, la disciplina di essere sempre corretti verso il prossimo, la buona educazione anche professionale, dedichiamo dunque questo piazzale».
Un momento importante per l'azienda Tassinari, condiviso con tutti coloro che hanno contribuito a far diventare la Tassinari Bilance un'azienda con un presente solido e un futuro costellato di grandi progetti.
Una storia grande. Che diventa quasi una vera e proprio epopea di chi ha saputo rimboccarsi le maniche e fare nascere un'azienda praticamente dal nulla.
Una storia come non se ne vedono tante. Nel maggio 1910, il nonno Gaetano fece domanda alla prefettura per avere il bolometrico. Ottenuto poche settimane dopo, l'azienda era pronta a partire. Nascendo in una zona agricola all'avanguardia nel settore della canapa, la produzione si concentrava soprattutto in questo settore. Il lavoro era duro, di manualità, ma Gaetano ebbe una grande idea. Si rivolse ad un'azienda tedesca che faceva stampaggio, e riusci in tal modo a superare l'empasse del lavoro manuale, proiettando l'impresa di famiglia verso buoni numeri e buon prezzo dei prodotti. Negli anni '30 acquistò a Cento, in via Guercino, un piccolo capannone che occupava una decina di persone, un gran risultato per un piccolo artigiano. Giovanni prosegui nell'impresa, e alla fine della guerra acquistò un altro immobile più grande.
Le bilance vennero cosi prodotte in serie per i consorzi agrari, si passò alle bascule, vennero realizzati impianti in collaborazione con la Sim Bianca di Cento, e commesse buone con altre aziende italiane.
Dagli anni Settanta è subentrato Giuliano Tassinari, e con lui due importanti possibilità: l'elettronica e la dialisi, che sono state colte e hanno lanciato l'azienda nel mondo. La prima ha rivoluzionato la tecnologia interna e del prodotto, la seconda è venuta dal prof. Luciano Ferranti, primario di Bondeno, che chiese a Tassinari di realizzare bilance per dialisi.
Per questo, l'azienda ha circa 45 punti sparsi in Italia. Per il futuro, progetti ambiziosi.