Accusa a Mariotti: usa il titolo ‘Pontificia'

A mettere nei guai monsignor Fernando Mariotti con la Curia e addirittura la Segreteria di stato vaticana, innescando la sospensione dal rettorato di San Domenico e portando a galla le questioni relative a debiti e possesso d'armi, è stata una parolina da maneggiare con cautela. L'aggettivo 'Pontificia" è comparso in documenti collegabili all'Accademia tiberina, e non doveva essere li.
La vicenda nasce quindi nell'ottobre scorso, quando al segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, giunge una lettera di un gruppo di soci della sezione campana dell'Accademia tiberina, un'istituzione fondata nel 1813 dalla storia prestigiosa ma dall'attività ormai ridotta al minimo, di cui Mariotti è presidente. La lettera riporta una serie di rilievi nei confronti della gestione del monsignore e in particolare si sofferma sulla nascita «per gemmazione» dall'Accademia dell'Università tiberina, una istituzione rivelatasi dopo poco tempo un guscio vuoto. Secondo i soci campani nella denominazione dell'università si richiama quella parolina, «Pontificia», che è vietatissima a chiunque non abbia l'esplicito assenso del Vaticano. Nemmeno l'Accademia tiberina può più utilizzarlo, questo attributo, da quando è stata ricostituita nel dopoguerra. Peraltro risulta che su alcuni documenti dell'Accademia, anche recenti, salti fuori questa denominazione sia nell'intestazione che nel timbro. In ogni caso i soci campani spiegano al cardinal Bertone di non avere nulla a che fare con l'università e chiedono «misure sanzionatorie del caso, secondo il vigente codice di diritto canonico, anche direttamente informandone i diretti superiori» nei confronti di Mariotti, che nel 2007 diede l'autorizzazione ad avviare il progetto universitario. Il tutto per tutelare il buon nome dell'Accademia.
La difesa dell'ex rettore di San Domenico è nota, e già riportata da questo giornale: in sintesi, è vero che Mariotti diede inizialmente fiducia al rettore dell'università, Luciano Ridolfi, ma dal giorno della firma del decreto autorizzativo (dove peraltro si parla di Ateneo Tiberino senza altri aggettivi) il prelato non ebbe più a che fare con l'attività del pseudo ateneo. Tanto da contestare come falsa la sua firma sul successivo Statuto, e dopo qualche tempo togliere l'attribuzione di accademico tiberino allo stesso Ridolfi, ottenendo tra l'altro una prima conferma di questa decisione da parte del tribunale.
L'avvocato di Mariotti ha promesso di chiarire questo aspetto di fronte allo stesso Bertone. All'interno dell'Accademia tiberina il prelato dovrà affrontare il giudizio dell'assemblea dei soci, mentre pendono in altre sedi vicende che risalgono al passaggio di consegne con il precedente presidente, Igor Istomin. L'accademico di origine russa amava ricordare che la Tiberina nel corso del dopoguerra aveva da sempre rifiutato aiuti economici da vari ambienti cercando sempre di fare da sola, per mantenere la propria autonomia: ora i bilanci recenti e il volune di attività dello storico istituto dovranno essere sottoposti alla valutazione dell'assemblea. Le cariche accademiche hanno durata triennale e il mandato attuale dell'intero Consiglio di amministrazione è in scadenza.

Stefano Ciervo /