04 febbraio 2010 —
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sezione: Cronaca
Il 23 marzo la Consulta si pronuncerà sulla costituzionalità del rifiuto opposto dal Comune alla loro richiesta di sposarsi. Ma due donne ferraresi, in attesa del pronunciamento, hanno deciso di anticipare i tempi: sabato si sposeranno in Spagna, dove le nozze gay sono permesse.
La cerimonia si terrà a Barcellona alla presenza di una nutrita delegazione di amici ferraresi invitati a condividere la festa per lunione tra le due spose.
Le due donne, di 33 e 40 anni, compagne da dieci, fin da marzo avevano voluto ufficializzare la loro relazione, presentando al Comune di Ferrara le pubblicazioni. Il rifiuto dellufficiale di Stato Civile, motivato dal fatto che il matrimonio omossessuale non è consentito nè disciplinato dallordinamente giuridico italiano, aveva indotto le due donne a rivolgersi al Tribunale, sollevando un dubbio di incostituzionalità sul diniego del Comune. Come le due ragazze ferraresi, altre coppie italiane, incoraggiate dalla campagna Affermazione Civile intrapresa in tutto il Paese dalle associazioni Avvocatura per i diritti Lgbt e Radicale Certi Diritti, hanno percorso la stessa strada per ottenere il riconoscimento dei loro diritti. Una ventina sono ancora in attesa di risposta, in altri quattro casi - tra cui quello ferrarese - il Tribunale ha invece riconosciuto fondato il dubbio di incostituzionalità rimandando gli atti alla Corte Costituzionale. La decisione della Consulta è attesa il 23 marzo e potrebbe rappresentare, in caso di vittoria della coppia, un importantissimo precedente per sdoganare anche in Italia i matrimoni gay. Come del resto è già avvenuto per i transessuali, il cui diritto alle nozze, come ricorda anche lordinanza del Tribunale di Ferrara scritta dal presidente Pasquale Maiorano e dai giudici Stigliano e DAncona, è stato riconosciuto fin dal 1982. (a.m.)