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«Gli omosessuali non danno spettacolo»

 «Io personalmente non ho niente contro, constato piuttosto che chi veramente attraversa una condizione omosessuale è spesso solo e triste, e chi è veramente afflitto soffre in silenzio, non dà spettacolo, mi pare invece ci sia oggi troppa voglia di comparire». Questa parte del ragionaento fatto ieri sulla Nuova da Massimo Manderioli, già presidente della Acli, sui matrimoni fra persone dello stesso sesso ha provocato una forte reazione da parte di Flavio Romani e Cristina Zanella, presidenti di Circomassimo Arcigay e Arcilesbica.
 Per loro «Manderioli bolla l’azione portata avanti dalla coppia lesbica come volontà di dare spettacolo, ingiuriando in questo modo l’azione civile condotta da due cittadine italiane che chiedono alle istituzioni di avere parità di diritti, e lo fanno seguendo una procedura formale impeccabile». Sul diritto delle due donne al matrimonio dovrà pronunciarsi la Corte costituzionale che è stata inestita del caso dal Tribunale di Ferrara.
 Evidentemente - dicono Romani e Zanella - «dà fastidio che ci si permetta di alzare la testa e chiedere a viso aperto di avere anche in Italia norme e leggi che da anni esistono in tutti i paesi dell’Europa occidentale. Le ragazze di Ferrara stanno semplicemente chiedendo alle istituzioni di uno stato laico dei diritti e delle certezze anche per la loro famiglia, e lo stanno tra l’altro facendo in maniera assolutamente sobria e sottotono, cercando di salvaguardare il più possibile la propria privacy, esattamente il contrario di ciò che sostiene Manderioli». I dirigenti di Arcigay e Arcilesbica «inoltre ricordano «a certi nostalgici che sono finiti da un pezzo i tempi in cui gli omosessuali abbassavano gli occhi e vivevano nell’ombra. Per fortuna sono sempre meno gli omosessuali’’tristi e afflitti’’ che forse piacciono a Maderioli, a certa parte della Chiesa Cattolica e a troppa parte del mondo politico». Per le feste augurano «alle due ragazze di continuare la loro azione con la fierezza di chi sa di essere nel giusto e a Manderioli di riuscire a superare la visione cupa e mortificante che ha di noi e dei nostri sentimenti».
 Per l’avvocato Antonio Frascerra, responsabile dei Popolari liberali del Pdl, la questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso non può essere risolta dalla dalla Corte Costituzione, tantomeno da pronuniciamenti di Comuni, Province o Regioni. E’ nel Parlamento «che si dovrà in ogni caso discutere ogni modifica all’articolo 29 della Costituzione, che definisce la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”, contratto ovviamente fra due persone di sesso diverso». Il tentativo di Arcilesbica e Arcigay di aggirare l’ostacolo andando per tribunali è sbagliato e improduttivo per Frascerra.
 Non solo. Per l’esponente dei Ppolari liberali «è sicuramente fonte di sole inutili spese anche istituire un registro nel Comune di Ferrara delle coppie di fatto in mancanza di una normativa nazionale in merito». Per questo stesso motivo Frascerra condivide «la decisione del sindaco Tagliani, di vietare la previsione di un registro dei Testamenti Biologici, atto prematuro in quanto anticipatore di una legge che è ancora in discussione in Parlamento».