21 novembre 2009 —
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sezione: Agenda e Lettere
Caro direttore,
siamo sconcertati dal commento di Antonio Frascerra (esponente Pdl) contro la presentazione del libro «Buoni genitori» organizzata da Circomassimo. Sconcertati per almeno tre ragioni. La prima è che noi a quelliniziativa ceravamo, abbiamo sentito presentare un testo scientifico, qual è la ricerca svolta dalla professoressa Lalli e non abbiamo sentito provocazioni, se non racconti di vita, interventi sulla costituzionalità di determinate norme, ricerca sociologica e analisi psicologica, svolte tutte da soggetti legittimati dallessere docenti in università italiane. E tanto ci basta.
La seconda è che Frascerra bolla liniziativa come provocazione. Forse la provocazione è parlare di ciò che non è nominabile? O forse ammettere che padri gay e madri lesbiche possano essere anche «buoni genitori»? Capiamo lansia e la paura di dover affrontare la complessità del mondo da parte di chi crede che le proprie convinzioni religiose debbano essere quelle di tutti. Ma non ci pare una ragione sufficiente per cancellare dallesistenza uomini e donne che amano, vivono e procreano. E questo non ci pare un giudizio coerente con la morale cristiana, puntualmente evocata a difesa di queste tesi discriminatorie.
La terza, infine, è che si annuncia una sorta di «controconvegno» della scienza cattolica (ma la scienza varia a seconda della religione?). Questo convegno ci spaventa un po: pare andare invece che verso il dialogo e il confronto verso lostilità, quasi che un mondo «cattolico» non volesse non diciamo contaminarsi ma neppure entrare in contatto con qualcosa di altro da sé. Gentile Frascerra, proprio perché pensiamo sia importante per il benessere di questi bimbi vivere in un ambiente «sano», riteniamo fondamentale che le loro famiglie siano considerate - e tutelate - alla stregua di tutte le altre, perché solo riconoscendone i diritti, dando loro pieno diritto di cittadinanza nellaccesso ai servizi pubblici, si permetterà a questi cittadini/e di domani di crescere in un ambiente «protetto».
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Irene Bregola, Stefano Calderoni, / Elisa Corridoni