Nell'inceneritore solo rifiuti urbani


L'inceneritore di via Diana potrà bruciare fino alla fine dell'anno solo i rifiuti urbani del Comune di Ferrara. E per smaltirli supererà la soglia delle 130mila tonnellate, stabilita dall'Autorizzazione integrata ambientale. Il Tribunale amministrativo di Bologna ha deciso cosi ieri, respingendo la richiesta di sospensiva presentata da Hera contro le due recenti decisioni della Provincia, che avevano 'imbrigliato" l'inceneritore. Fino ad oggi il Tar aveva quasi sempre dato ragione all'azienda, ma è presto per dire se l'orientamento su questo annoso braccio di ferro si sta modificando. Qualcosa di definitivo si capirà entro gennaio, data presunta della sentenza di merito sull'intera vicenda.
La richiesta di sospensiva, era stata presentata per conto di Hera dai legali Giuseppe Caia, Stefano Colombari e Antonio Carullo (la Provincia si è affidata a Gianfranco Berti e Lorenzina Cavazzana). Riguardava due provvedimenti distinti della Provincia: la diffida, inviata anche alla Procura, a non bruciare più rifiuti speciali fino alla fine dell'anno, corredata di accuse di violazione delle direttive Aia per aver messo in forse lo smaltimento totale del fabbisogno di 'urbani" del territorio, inviata alla fine di settembre; e la successiva imposizione di bruciare fino al 31 dicembre solo i rifiuti urbani della città. Entrambe queste disposizioni sono state confermate, un po', spiega la sentenza, in considerazione della «durata limitata» delle stesse, e anche perchè viene considerato prioritario lo smaltimento del fabbisogno comunale. Non nasconde la sua delusione la multiutility, «questa decisione comporterà importanti danni all'azienda - si legge in una nota - derivanti dalla minore quantità di rifiuti trattati e dalla mancata produzione di energia elettrica e termica. Per assicurare comunque la domanda di calore da teleriscaldamento sarà necessario produrlo mediante l'utilizzo delle caldaie di soccorso alimentate a metano». L'energia prodotta attraverso i rifiuti, molto inquinante secondo gli ambientalisti, è comunque meno cara di quella derivata dal metano: Hera quindi preannuncia un aumento delle tariffe del teleriscaldamento, che in parte non trascurabile dipende appunto dall'inceneritore. E questo perchè l'impianto, fino alla fine dell'anno, sarà sottoutilizzato, anche in presenza della deroga al tetto di 130mila tonnellate: si tratta infatti di soli rifiuti urbani, a potere calorico molto più basso di quelli speciali, che secondo i calcoli della multiutility, non supereranno 133-134mila tonnellate. Lontano, dunque, dalle 142mila tonnellate annue di capacità dell'inceneritore.
Preferisce non entrare nel merito nè commentare la presa di posizione di Hera, Marcella Zappaterra: «Per ora posso dire che siamo soddisfatti di questo risultato, perchè è la prova che il percorso da noi intrapreso aveva delle fondamenta. Per il resto aspettiamo, c'è un pronunciamento di merito del Tar da superare».

Stefano Ciervo