ARCHIVIO la Nuova Ferrara dal 2003

Carife-Cremona, lo «spareggino»


 FERRARA. Parentesi Eurolega momentaneamente accantonata: per la Carife si riapre il percorso salvezza. Domenica al PalaSegest scende Cremona, una rivale diretta dopo il difficile test affrontato a Milano dagli estensi.
 E avversaria che anticipa altre due successive partite contro formazioni che prendono parte alla competizione continentale: Roma e Siena. Alla 5ª giornata, poi, il Club andrà ad Avellino che al momento è capolista. Il calendario, in altre parole, non è tanto amico degli estensi. Per evitare di far salire la pressione, la partita di domenica diventa già uno snodo importante. Suona strano presentare una gara con note così delicate, essendo il campionato appena alla terza partita. Eppure la battaglia salvezza è aspra, conseguentemente il match con Cremona va già considerato uno «spareggino» sussurra il gm Crovetti.
 «L’impatto con il campionato quest’anno è stato migliore - diceva coach Valli domenica sera nella sala stampa del PalaLido -, però è ovvio che dobbiamo lavorare ancora molto». La bella Carife vista al debutto contro Teramo non poteva brillare nello stesso modo a Milano, sul parquet della finalista scudetto dello scorso anno. E la prestazione, effettivamente, non è stata luccicante sotto il profilo della tecnica e della lucidità. Eppure il Club la partita l’ha persa negli ultimi secondi, buttandolo più via lui che subendo in toto le qualità dell’Armani: due passaggi in tribuna, due attacchi forzati, un rimbalzo offensivo concesso a Finley su tiro sbagliato da Hall a -13”. Prima, a 1’47” dall’epilogo, una tripla di Farabello aveva rimesso avanti Ferrara (66-65): con chirurgica spietatezza la partita si sarebbe vinta. La sensazione è dunque quella di una Carife competitiva, moralmente tosta. In grado di reggere l’urto di una big anche quando non è serata da partita perfetta.
 Nondimeno, i problemi ci sono. Intanto di classifica: l’equilibrio regna sovrano e la guardia va rigorosamente tenuta alzata. Secondo aspetto: in trasferta è sempre dura, anche Jackson (così brillante al debutto) ha capito che fuori casa si mastica altro pane. Ma Luke è, in fondo, l’emblema della Carife vista a Milano: palle perse pazzesche, ma poi coriaceo in difesa. Clamorosi errori da sotto canestro, ma poi un paio di triple insaccate da otto metri. Pur in una serata operaia, più che di gala: Jackson non ha mai mentalmente mollato. Ecco, la mentalità c’è e rassicura. Adesso vanno costruiti automatismi che ancora non sono naturali. A Milano 14 palle perse: troppe. «Il nostro perimetro è tutto nuovo - ribadisce Valli -, serve tempo». Domenica, automatismi o meno, i due punti servono. Perché Cremona è ancora a zero e - se battuta - verrebbe ben distanziata. E perché Napoli ieri ha visto ridotta la penalizzazione che per irregolarità amministrative. Da “-4” la Martos sale a “-2”. Se il Club non si fa sorprendere contro la neopromossa Cremona, la successiva complicata serie di impegni si potrà affrontarla con minori angosce. E intanto anche Nnamaka migliorerà (soffre ancora al tallone) e Zanelli potrà tornare a disposizione (tendine d’Achille). Evitare le bucce di banana.
- Marco Nagliati