la Nuova Ferrara — 15 ottobre 2009
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sezione: ATTUALITĄ
BOLOGNA. «Anche in Emilia-Romagna, come nel resto del Paese, i Comuni dovrebbero salvaguardare lacqua come diritto di tutti». Cioè «lesatto contrario di quanto stabilito il 12 ottobre dal Comune di Bologna, che ha intrapreso un ulteriore pericoloso passo verso la privatizzazione della multiutility Hera». Lattacco è di Luigi de Magistris, europarlamentare eletto con lIdv, che aggiunge: «Con la scusa di ottimizzare le risorse, è stata approvata la scissione delle società operative territoriali (Sot, ndr) che di fatto le elimina per ricondurle sotto la direzione verticistica di Hera». Anche se in consiglio comunale il gruppo Idv ha votato a favore della delibera, de Magistris parla di fatto «gravissimo se si tiene conto che Hera dovrebbe essere una società a vocazione territoriale legata a filo diretto ai cittadini». Il Comune di Bologna, spiega lex magistrato, «detiene solo il 14,76% di Hera, che quindi di pubblico non ha più nulla se non i suoi azionisti di maggioranza». Una situazione «aggravata dallultimo punto della delibera che innalza la quota di capitale acquistabile dai privati dal 2% al 5%». Per de Magistris la scelta di Palazzo DAccursio rappresenta «una prospettiva buia che si farà più tetra quando nel 2012 entrerà in vigore lobbligo, dettato da un recente decreto del Governo, di vendere le azioni pubbliche in Hera», perchè a quel punto «sarà in tutto e per tutto una società privata e potrà agire in un completo regime di monopolio, calpestando il diritto dellacqua come bene pubblico».