Pertite, strage senza verità

PIACENZA.A 69 anni dall'8 agosto 1940, la città ha ricordato l'esplosione avvenuta nello stabilimento militare della Pertite, che provocò 47 morti e 500 feriti. «Lo scoppio che devastò la fabbrica di caricamento proiettili, alle 14.42 di quel pomeriggio d'estate - ha detto il sindaco Roberto Reggi in una cerimonia pubblica - uccise padri e madri di famiglia, giovani e operai esperti, persone che in quell'istante si trovavano li per svolgere, con onestà e fatica, il mestiere che garantiva loro da vivere. La cronaca dell'epoca non ha mai fatto chiarezza su quanto avvenne, e ancora oggi non sappiamo se si trattò di un incidente o di un vile attentato, in un Paese che si affacciava alla guerra senza avere ancora la piena consapevolezza di quale sarebbe stato il prezzo da pagare».
Quella ferita «inferta al cuore della nostra città, da sempre considerata roccaforte militare e centro primario per l'industria bellica - ha continuato Reggi - fu per i piacentini un primo, crudele segnale della devastazione che il conflitto avrebbe portato con sè. Ricordare le vittime della Pertite, oggi, significa quindi tributare l'omaggio sincero e dolente di una comunità intera ai suoi Caduti».
Ma significa anche non restare indifferenti «di fronte alle statistiche che ci consegnano il dato allarmante e inaccettabile di 875 mila infortuni sul lavoro registrati l'anno scorso, di cui 1.120 mortali».
Sono state ricordate le stragi di Viareggio, della Thyssen Krupp di Torino o delle cisterne di Molfetta.