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India, Sonia Gandhi sceglie gli alleati per il nuovo governo

 NEW DELHI. La decisiva vittoria ottenuta nelle elezioni legislative ha galvanizzato il partito del Congresso e gli alleati dell’Alleanza progressista unita (Upa) ed ha permesso a Sonia Gandhi, che dell’operazione è stata la regista, di avviare la seconda fase del suo piano: la costituzione di un governo forte. Ad appena una manciata di seggi dalla maggioranza parlamentare - l’Upa ne ha 262 sui 273 richiesti - la Gandhi, anche dopo il successo del figlio Rahul, è serena. Ieri una giornata fitta di incontri nella sede del premier uscente e certamente riconfermato, Manmohan Singh. Come già annunciato in campagna elettorale, Singh ha già in mano la bozza di una terapia d’urto per i primi 100 giorni di governo che dovrà essere approvata dalla nuova maggioranza. Davanti al premier, al ministro degli Esteri e a quello della Difesa, la vedova italiana di Rajiv Gandhi ha «rivolto un appello a non abbandonarsi ad una sterile allegria ma a esercitare una sobria riflessione» perchè «le elezioni sono già dietro di noi ed ora comincia un lavoro duro». Sonia ha chiesto alla coalizione Upa di «concentrarsi sui bisogni dei poveri del paese, dando prova di trasparenza mentre si lavora per il rafforzamento dell’economia e della sicurezza».