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I gestori dell’ex Cpt vittime di un attentato

 MODENA. Attentato incendiario di matrice intimidatoria alla sede della “Misericordia” in strada Cimitero di S. Cataldo. Sconosciuti hanno dato fuoco ad alcuni stracci, imbevuto di benzina e infilati sotto la porta d’ingresso laterale: le fiamme sono state parzialmente domate da due volontari con un estintore. Uno è rimasto leggermente intossicato. L’attentato non è stato rivendicato.
 Nei giorni scorsi, però, nella sede di Bologna della Misericordia - come a Modena gestisce il Cei - erano arrivati fax con scritte minatorie. Alle 4 i due volontari di servizio, Simone Baraldi e Marcella Bandieri, hanno avvertito un crepitio provenire dalla porta laterale. In pochi istanti una coltre molto densa di fumo ha cominciato ad avvolgere i locali. Simone ha subito preso un estintore e dall’uscita di sicurezza ha raggiunto il cortile. Marcella, dato l’allarme al 115, è accorsa in aiuto al collega. I due sono riusciti a spegnere le fiamme con l’estintore, ma sono rimasti intossicati dal fumo, Simone in modo leggero, Marcella ha dovuto restare alcune ore in osservazione al pronto soccorso. I danni sono stati limitati al portone in legno.
 Già 4 anni fa una ventina di appartenenti a gruppi anarchici di Modena e delle province vicine, avevano assaltato la sede della confraternita, all’epoca in via Manin alla Sacca, mettendo a soqquadro un ufficio, minacciando i volontari ed imbrattando i muri con scritte contro la “Misericordia”, che oltre, al centro per i clandestini Cie (ex Cpt) di Modena, gestisce anche quello di Bologna.
 La “Misericordia” di Modena è presieduta da Daniele Giovanardi, primario del pronto soccorso del Policlinico e fratello di Carlo, il sottosegretario. «Per l’attività coi Cpt - spiega - abbiamo ricevuto minacce provenienti da ambienti anarchici e non solo. Volantinaggi e minacce si sono moltiplicati nelle ultime settimane a Bologna, così i responsabili di quella sede hanno presentato una denuncia alla Procura». Giovanardi sottolinea come l’impegno dei volontari della Confraternita «è costato molto ai nostri operatori che hanno subito in questi anni minacce, aggressioni violente e persino un tentato omicidio (il pacco bomba a lui indirizzato con un ordigno contenente bulloni e polvere pirica, scoperto appena in tempo da un suo collaboratore, ndr). «Nell’ultimo mese - continua Giovanardi - in relazione al pacchetto sicurezza del governo, c’è stato un crescendo di minacce, culminato col tentativo di bruciare la nostra sede la scorsa notte». Giovanardi poi spiega che la Misericordia ha avviato la raccolta firme per una proposta di legge per mettere in regola gli “immigrati clandestini” che dimostrino di avere un datore di lavoro.
 Molti i messaggi di solidarietà. Il sindaco Pighi: «un gesto inqualificabile, oltre che molto pericoloso per l’incolumità degli operatori, preoccupa che, purtroppo, non si tratti di un fatto isolato». Un conto - aggiunge Pighi - «è discutere della natura dei Cpt, altro è la loro gestione. E la conduzione del centro di Modena, che conosco direttamente, avviene secondo le regole e sulla base di criteri di solidarietà e umanità». Condanna per l’attentato e solidarietà alla Misericordia anche da Stefano Bonaccini, Pd, e da Andrea Leoni, Pdl.