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Il Papa: «L’Aids non si vince col preservativo»

 MILANO. «L’epidemia di Aids non si può superare solo con i soldi e la distribuzione dei preservativi che, anzi, aumentano i problemi». L’affermazione è di Benedetto XVI a bordo del Boeing 777 dell’Alitalia che lo ha portato a Yaoundè, capitale del Camerun. Il Pontefice dice chiaramente «preservativo» e sottoline che «in un tempo di globale scarsità di cibo, scompiglio finanziario, di modelli disturbati di cambiamenti climatici, l’Africa soffre in modo sproporzionato».
 «La Chiesa non propone nuove forme di oppressione economica o politica, ma la libertà gloriosa dei figli di Dio. E dunque dice no all’imposizione di modelli culturali che ignorano il diritto alla vita dei non ancora nati».
 Il papa ha poi lanciato un appello affinché i malati di Aids abbiano diritto a terapie gratuite, giudicando encomiabile che nel “Centro cardinal Leger”, in Camerun, i sieropositivi siano curati senza chiedere soldi: «Serve un risveglio spirituale e umano e un cambiamento di atteggiamento. Occorre soffrire con i sofferenti».
 Il pontefice ha poi detto di non sentirsi “solo” dopo le polemiche scoppiate a seguito della revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani: «In verità, il mito della solitudine mi fa sorridere», ha affermato. Ma proprio la sua condanna all’uso del condom come metodo preventivo anti-Hiv ha subito sollevato un altro vespaio.
 L’Africa sub-sahariana dove Benedetto XVI si è recato in visita, è la regione al mondo più colpita dal terribile virus e nel 2007 si sono registrati il 35 per cento dei casi di contagio e il 38 per cento dei decessi. Oggi nel mondo sono più di 33 milioni le persone colpite dall’Aids, e di queste 22 milioni (67%) vivono in Africa.
 A contestare l’affermazione del papa sono state le associazioni gay, le quali hanno definito un atto «grave e irresponsabile» e «una cattiva informazione». «Ancora una volta si evidenzia la responsabilità non solo morale, ma anche diretta, della chiesa cattolica nella mancata prevenzione alla diffusione dell’Hiv», ha detto Franco Grillini, presidente di Gaynet.
 «La posizione del papa è irresponsabile. Nessuno vuole negare al Vaticano di proporre la propria concezione della sessualità, ma la tutela della salute delle persone e la lotta all’Aids impone la prevenzione e quindi la distribuzione dei preservativi», ha detto con fermezza Paolo Ferrero, segretario del Prc. Dura anche la reazione dell’immunologo Ferdinando Aiuti: «La scienza ha dimostrato che i preservativi sono un’arma fondamentale contro l’Aids e tutte le malattie sessualmente trasmesse. Penso che il papa sia stato informato da cattivi consiglieri». Immediato l’appello lanciato dai radicali alla classe dirigente e ai media, affinché sementiscano le dichiarazini del pontefice: «Benedetto XVI ha detto il falso e ci auguriamo che giornali e tv smentiscano le sue parole».