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Il Futurismo made in Ferrara

 FERRARA. Le manifestazioni per celebrare il centenario del Futurismo, che cadrà domani (20 febbraio 1909), stanno suscitando un interesse inaspettato osservando l’ambiente materialista che ci circonda. Se poi veniamo a scoprire che due dei protagonisti di uno questi eventi a livello nazionale sono ferraresi, vale a dire: lo Studio Archeo900 ed il suo vice-presidente, l’architetto Alberto Squarcia, allora l’occasione si fa ghiotta oltremisura, per non approfittarne.
 Squarcia ci parli di Studio Archeo900?
 «Lo Studio Archeo900 nasce dalla mia esperienza come ideatore e vice-presidente della Società che nel 1991 ha organizzato a Ferrara in Fiera la prima mostra Internazionale delle Arti Decorative del’900, “Idea900” che non ebbe purtroppo il supporto che ci si aspettava; fu realizzata una sola splendida edizione che vide oltre a importanti espositori specializzati nel’900, mostre collaterali straordinarie come la Collezione Bargellini di Pieve di Cento, la Maserati di Fangio, la collezione di argenti dell’argentiere milanese Genazzi degli anni’30, la collezione storica della profumeria Borsari di Parma e un evento chiamato “Mostra in Mostra” che prevedeva l’esposizione di un oggetto particolare da parte di ogni espositore e un premio di dieci milioni di lire per quello più bello assegnato da una giuria il cui presidente fu Franco Farina, ex direttore della galleria di Palazzo dei Diamanti. L’attività dello Studio si è sviluppata poi nella organizzazione di mostre in ogni parte del mondo».
 Ma questa “Cena Futurista Spettacolo” di cui si parla tanto è veramente una creazione tutta ferrarese, targata Archeo900?
 «Nel 1909 nasceva con la pubblicazione a Parigi nelle pagine de “Le Figaro”, a cura di Filippo Tommaso Marinetti, il movimento futurista che cambiò radicalmente il panorama e l’evoluzione dell’arte mondiale. Per ricordare questa data così significativa, quest’anno si sviluppano eventi e mostre in Italia e in tutto il mondo. Lo Studio Archeo900, dopo averne già realizzata una alcuni anni orsono a Milano, ha ideato una nuova “Cena Spettacolo Futurista” che presenta, riferendosi al successivo manifesto della Cucina Futurista del 1930 e alle ricette originali di Marinetti, sapori, odori, musica, danza, canto e teatro in chiave futurista».
 E in cosa consiste la “Cena Spettacolo Futurista”?
 «La “Cena” ha come fulcro e come principale protagonista il famoso chef Igles Corelli e il suo staff della “Locanda della Tamerice” di Ostellato, che elabora le ricette di Marinetti adattandole ai giorni nostri e alla nuova cucina internazionale. Si servono piatti come “La noia che fugge”, “A caccia del Paradiso”, “Chiaro di Luna” ed altri, magistralmente realizzati e presentati come vere e proprie opere d’arte futurista. La cena viene inframezzata da pillole di danza futurista, da un concerto di pianoforte di musica futurista con pezzi di Savinio, Pratella e Casella, di un noto pianista milanese, Alessandro Commellato e da una soprano; Gabriella Sborgi (per Milano) che canta su queste basi. Un dicitore introduce i punti chiave del manifesto futurista ed interpreta alcune poesie di Marinetti».
 Ma è vero che andrete a presentare la “Cena”, al cospetto delle figlie di Martinetti e proprio nella notte del Centenario?
 «La “Cena” che ha già visto una sua preview alla Locanda della Tamerice di Igles Corelli, il 19 sarà presentata quale “Veglia Futurista” nella Casa degli Atellani, residenza di Leonardo da Vinci durante l’esecuzione del Cenacolo a Milano, su invito di un noto editore milanese padrone di casa. Saranno presenti, oltre che molti noti personaggi della cultura milanese, anche le figlie di Marinetti. Nel pomeriggio, nel chiostro del palazzo, sarà esposta, sempre a cura dello Studio Archeo900, una collezione di rare cartoline futuriste di C.C. Carducci di Bari dal titolo “Arte Postale Futurista”».
 Ci saranno altre occasioni per presentarla?
 «Sì, la “Cena” sarà presentata in seguito in altre città italiane con contatti in corso e con date da stabilire».
Vincenzo Iannuzzo