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Stop dei Beni culturali al tram su gomma

 BOLOGNA. Oltre al Passante Nord con affidamento diretto dei lavori alla spa Autostrade, bocciato dalla Ue, su Cofferati è caduta un’altra tegola, lo stop al Civis, il tram su gomma. Il sindaco non ha ancora ricevere i documenti ufficiali da Roma, ma è pronto a reagire: «Mi riservo di difendere gli interessi della comunità che rappresento con tutti i mezzi a disposizione». «Mi farò valere verso chi ha determinato» la novità arrivata «in un luogo e tempo non previsti», dopo che la città ha speso risorse.
 «C’è anche un danno materiale». Nel mirino di Cofferati c’è soprattutto la Sovrintendenza regionale dei beni culturali. In Conferenza dei Servizi, ricoda, era presente anche la Sovrintendente che «espresse riserve sulle banchine e sul materiale stradale, ma non sul tragitto del Civis», messo, invece, sotto accusa ora dal Comitato tecnico del Ministero per i beni culturali, convocato proprio dalle Sovrintendenze regionali e provinciali. Cofferati ha anche definito «singolare», una «riunione di comitato a metà opera». Una critica netta all Lega Nord che, tramite il presidente della commissione ambiente Angelo Alessandri, ha portato il Civis sul tavolo del Ministero, «un anticipo di campagna elettorale nel peggior modo possibile».
 Ma l’Ascom Bologna, la potente associazione dei commercianti dice invece che «ora si deve cambiare il tracciato», e ripropone il percorso alternativo. «Già nel luglio 2008 - rileva il presidente Postacchini - Ascom sosteneva che il Civis non può penetrare il centro storico attraverso le radiali monumentali di Strada Maggiore e di San Vitale ma, arrivato a Porta Maggiore, deve scorrere lungo i viali di circonvallazione sino a porta Zamboni, quindi imboccare via Irnerio e risalire verso le Piazze Nettuno e Maggiore lungo la via Indipendenza, svoltare in via Ugo Bassi, ridiscendere per via Marconi e ritornare in via dei Mille e Irnerio, evitando così anche il passaggio in Via S.Felice e Via Riva Reno». Per l’Ascom è impossibile «far passare un mezzo pubblico ad altissima frequenza come il Civis (ogni 90 secondi nelle ore di punta!) all’interno di un tessuto medioevale come quello di Bologna. Le città storiche europee servite da tranvia o filobus non fanno passare i mezzi nel tessuto antico della città; la scelta privilegia sempre l’area di espansione urbanistica sorta nell’otto- novecento». E cita un referendum lanciato dal Comune di Barcellona che coinvolgerà un milione di cittadini sul progetto di riqualificazione dell’Avenida Diagonal.
 «Un buon sindaco avrebbe dovuto ascoltare le preoccupazioni dei suoi cittadini sul Civis, io l’ho fatto e ho valutato che, soprattutto sul centro storico, erano fondate» dice Angelo Alessandri, presidente leghista della Commissione Ambiente. «Non si capisce con chi ce l’abbia Cofferati» replica poi Alessandri, secondo il quale «un buon sindaco magari adesso si metterebbe a valutare il progetto e a recepire i suggerimenti della Commissione tecnica». Invece, «lui che fa? Minaccia querele o richieste danni?». «Caro Cofferati, Bologna non è la Cgil». Il progetto del Civis, incappato in una bocciatura da parte del ministro dei Beni culturali, «accomuna Guazzaloca prima e Cofferati poi in un disastro che costerà molto alla città e ai bolognesi» ha dichiarato Alfredo Cazzola.