ARCHIVIO la Nuova Ferrara dal 2003

Ora revocatorie in tribunale

 ARGENTA. Banche, artigiani, fornitori e piccole imprese, tutti coloro che hanno avuto rapporti economici con Coopcostruttori, e hanno ottenuto rientri o pagamenti tra il luglio 2002 e luglio 2003, oggi sono oggetto di azioni di revocatoria davanti al tribunale civile. Detto così, sembra facile, ed ovviamente non lo è. Le azioni di revocatoria sono state richieste dai commissari della Coopcostruttori, ed ora sono al vaglio di vari giudici del tribunale civile di Ferrara. Sono cause di fondamentale importanza, per la rilevanza delle somme in gioco: le azioni contro le banche, infatti hanno raggiunto la cifra di 413 milioni di euro, contro 17 istituti bancari. E guarda caso, le prime 4 banche chiamate in giudizio, sono quelle che BankItalia ha monitorato nella consulenza del suo ispettore Salvatore Pizzoferrato.
 La posizione più «esposta» è quella della Cassa di Risparmio di Ferrara, per 167 milioni di euro. Poi Banca Popolare di Milano con 96 milioni di euro; Banca di Roma per 67 milioni di euro, quindi Banca Antonveneta per 52 milioni e Bnl spa con quasi 14 milioni. A scendere Unicredit, 6 milioni; Cassa di Risparmio di Volterra, 3 milioni e mezzo; Cassa di Risparmio di Cento 2 milioni 654 mila euro, tallonata da Banco di Sicilia con 2milioni e 482 mila euro. Tra le ultime San Paolo Imi più Carisbo con 1 milione 300 mila euro, Banca Popolare di Verona e Novara per 413 mila euro, San Paolo Imi (ex Banco di Napoli) Carisbo 242mila euro, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo 125 mila euro, infine Banca Popolare di Ravenna, 45 mila euro, Unipol banca solo 38mila euro (cifra che conferma il ‘disinteresse’ di una banca amica, rossa e area LegaCoop,per le sorti di Copstruttori). Infine Banca Popolare Emilia Romagna appena 24 mila euro.
 Alle banche, dicevamo, vanno aggiunti nuovi soggetti oggetto di revocatorie, fissate in queste settimane fino a dicembre: piccole aziende, artigiani, fornitori. La convinzione da parte dei commissari, e dei loro legali, è che tutti avessero consapevolezza dello stato di dissesto. La norma fallimentare prevede, infatti, che sono soggetti a revocatoria tutti i pagamenti, compiuti entro l’anno anteriore alla dichiarazione di fallimento o di insolvenza. Pertanto, per Coop, possono essere revocati tutti gli atti compiuti tra luglio 2002 e 2003 e che comunque possano aver prodotto un depauperamento per i creditori o abbiamo alterato la par condicio tra loro, ad esempio verso i detentori di Apc e prestatori.