Negli anni Trenta era la Casa del Fascio

Il corpo di fabbrica in viale Cavour 75 è oggi occupato in buona parte dalla scuola media 'Tasso-Boiardo". Tale edificio fa parte del più ampio palazzo conosciuto come ex Casa del 'Fascio".
Scafuri, ci parli di come nasce questo complesso?
«La decisione di costruire l'intero complesso architettonico scaturi da una deliberazione del consiglio comunale del 2 agosto del 1926, con la quale il Municipio concedeva gratuitamente alla Società Cooperativa Anonima Immobiliare Ferrarese, che doveva realizzare l'opera, un'area di 1500 m³ facente parte del piano di lottizzazione dell'ex Caserma Pestrini. Proprio per far spazio alla Casa del 'Fascio" e ad altre costruzioni adiacenti, fu demolito l'edificio dei Pestrini, sorto nel 1630 come granaio pubblico, destinato poi nel XIX secolo a vari usi ed infine a caserma dell'esercito. Si salvò solo il portale seicentesco della facciata che fu trasportato nel cortile del palazzo dei Diamanti nel 1931 e, a cura dell'ingegner Carlo Savonuzzi, venne creato l'attuale traguardo prospettico, parzialmente ristrutturato nel dopoguerra a seguito dei bombardamenti. Subito dopo, però, ci si rese conto che era necessario prevedere la costruzione di un fabbricato di maggiori proporzioni, cosi la delibera podestarile del 19 luglio 1928 e i successivi atti amministrativi destinarono all'edificazione del palazzo un'area di circa 3800 m³, che venne ceduta non solo alla società già citata ma anche ad alcune confederazioni sindacali fasciste. Questi si impegnarono con il Comune a terminare i lavori della Casa del 'Fascio" entro il 31 dicembre del 1930 e per quella data infatti si chiusero i cantieri. Tant'è che il 23 febbraio del 1931 fu possibile inaugurare ufficialmente l'intero edificio alla presenza di Italo Balbo, delle più alte autorità locali e di centinaia di persone che si assieparono nell'ampio spazio antistante, progettato appositamente per accogliere le folle plaudenti in occasione delle tante manifestazioni propagandistiche organizzate anche in seguito. Dalla sede originaria di corso Giovecca, la Casa del 'Fascio" fu trasferita quindi nel monumentale palazzo di Viale Cavour».
Ci parli del progettista del palazzo.
«Fin dal 1926 era stato incaricato l'ingegner Giorgio Gandini (Ferrara 1893-1963), che presentò il progetto nel 1928. La parabola del professionista è tracciata in gran parte da Lucio Scardino e da altri studiosi che di recente si sono occupati dell'architettura del Novecento ferrarese. Cosi apprendiamo che Gandini fu attratto inizialmente dal futurismo. Oltre ad aver impostato il primo impianto dello Stadio Comunale (1925), nella prima metà del '900 l'ingegnere progettò, in qualità di architetto principale dell'Istituto Autonomo Case Popolari di Ferrara, una serie di fabbricati in vari quartieri della città. Egli operò anche nel campo del restauro, quando fu impegnato nei cantieri di edifici storici come Casa Cini o Palazzo di Renata di Francia, l'ultimo importante lavoro compiuto come collaboratore dell'architetto milanese Piero Bottoni, che lo impegnò poco prima della morte. Analizzando l'opera di Gandini tra gli anni Venti e gli anni Trenta, si può affermare che egli appare in bilico tra due modi di progettare Il primo, dai caratteri monumentali, appare piuttosto accademico ed improntato sulla riproposizione di stilemi del Cinquecento come nel caso dell'ex 'Casa del Fascio" (viale Cavour, 71-75), dove c'è un uso quasi esagerato di elementi marmorei e decorativi appartenenti alla cultura costruttiva di quel secolo. Ma la raffinatezza peculiare di Gandini emerge nella progettazione degli interni, dove le gradevoli suggestioni e le anticipazioni dell'architettura che verrà certo non mancano: basti osservare l'atrio principale con la bella scala, raggiungibile oltrepassando l'ampio ingresso del corpo centrale (anch'esso ben realizzato). Il secondo, invece, è estremamente moderno ed emerge chiaramente nel vicino Palazzo dell'Aeronautica (1935), progettato anch'esso da Gandini, definito uno dei capolavori del razionalismo ferrarese Il complesso è molto vasto Quali furono le destinazioni d'uso iniziali. Una volta ultimata, la Casa del 'Fascio" comprendeva tre fabbricati uniti a ferro di cavallo: in quello di centro c'era la sede del Fascio, mentre le due ali dovevano ospitare le organizzazioni sindacali, però subito dopo molti di questi ultimi locali furono destinati a sede del"Consorzio Agrario Cooperativo della Provincia di Ferrara", cosi come risulta da una rivista del 1933. I tre edifici, resi indipendenti da ingressi 'particolari", erano costituiti da un piano sotterraneo, un piano terra (dove erano collocati gli uffici a diretto contatto con il pubblico), un piano nobile (dove erano state progettate le sale di riunione) e una grande"sala delle assemblee" del Fascio, nonché un secondo piano destinato ad ospitare gli altri uffici L'intera costruzione effettivamente era molto ampia, perché comprendeva più di cento stanze 'sobriamente decorate" e si elevava per circa 17 metri d'altezza».
Si registrano nel tempo trasformazioni al complesso architettonico?
«Occorre chiarire subito che lo stato dei prospetti è in gran parte quello originario, ad esclusione del corpo centrale, che é stato sopraelevato quando nel dopoguerra l'edificio divenne sede della Dogana, dell'Intendenza di Finanza e di altri uffici statali Tale intervento, conclusosi agli inizi degli anni'60, consistette nella realizzazione di una serie di opere, che non solo comportarono importanti trasformazioni planimetriche, ma che soprattutto modificarono la parte alta del fronte principale. Allo stesso tempo va chiarito che, dal confronto tra le piante del progetto firmato da Gandini e quelle più recenti relative allo stato attuale del corpo di fabbrica in questione, si notano alcune trasformazioni degli interni. In riferimento alla parte occupata dalla scuola, i lavori si fecero frequenti dagli anni 60 fino agli anni 80, anche per adattare tutta l'ala ovest ad uso scolastico, che tuttavia non cancellarono l'aspetto monumentale di molti ambienti e l'impronta gandiniana: solo in data 1 ottobre 1966 l'edificio di proprietà comunale in viale Cavour n 75, facente parte dell'ex Casa del Fascio, venne occupato dalla"Scuola Media Statale n. 6" che, come risulta dai registri scolastici consultati, dal 1973 prederà il nome di scuola media statale 'Giovanni Boldini" e dal 1998 scuola media statale «Torquato Tasso-Matteo Maria Boiardo», che ha condiviso fino a poco tempo una parte del fabbricato con il circolo culturale Amici della Musica 'Girolamo Frescobaldi", ora trasferitosi nella nuova sede di via Foro Boario 87».