03 novembre 2008 —
pagina 15
sezione: Cultura e Spettacoli
FERRARA. Eliminazione della pastasciutta a favore del riso, abolizione del peso e volume degli alimenti e dei condimenti tradizionali, creazione di bocconi simultaneisti e congiunti. La
cucina futurista elaborata dallartista Filippo Tommaso Marinetti con lintento di equiparare la cucina alle arti più nobili come la letteratura e la pittura, incoraggiando laccostamento di pietanze, musiche e profumi, rivive in un progetto originale creato dallo Studio ferrarese Archeo900, specializzato nella progettazione e organizzazione di mostre ed eventi culturali in Italia e nel mondo, in collaborazione con lo chef Igles Corelli.
In prossimità dei 100 anni dalla nascita del movimento futurista (1909-2009) larchitetto ferrarese Alberto Squarcia ha infatti ideato un evento culturale-gastronomico giocato su più piani: danza, musica, poesia e cucina che si intrecciano in una cena-spettacolo provocatoria, evocativa e dinamica presentata in anteprima, qualche giorno fa, alla Locanda della Tamerice di Ostellato, regno di Corelli. Prendendo ispirazione dal Manifesto della cucina futurista enunciato da Marinetti sulla rivista Comoedia nel 1931 dove la dottrina gastronomica si concretizza in vivande in cui lesperienza, lintelligenza e la fantasia sostituiscono economicamente la quantità, la banalità e la ripetizione, Igles Corelli ha interpretato liberamente ricette e concetti in un menu ad alto contenuto creativo.
Così, il Bombardamento a sorpresa che ha origine dal marinettiano Aeropolpette bombardiere a sorpresa si presenta come una sequenza di sfere di pecorino ripiene di liquidi accompagnate da unesotica bevanda di rosa e lemongrass. La seconda portata, Tra i due (come Marinetti chiamava il sandwich) è un divertente wafer multistrato farcito con tartare di tonno e funghi, addolcito con cubetti dananas, da gustare con tè nero tiepido. Due ricette di Marinetti (risotto futurista allalchechingio e arancine di riso) vengono sintetizzate poi nella Noia che fugge un intrigante risotto allo zafferano in cui la nota cangiante e intensa della polvere di liquirizia sostituisce lacidità dellalchechengio e si contrappone alla birra agrumata servita insieme ad esso. A caccia nel paradiso è invece uno spensierato incontro tra anatra selvatica, purea di spinaci e salsa al cacao con foglie dargento (lomonimo piatto di Marinetti prevedeva invece la lepre) che affascina per lalternanza di gusti. Il dolce Chiaro di luna (ispirato ai datteri al chiaro di luna di Marinetti) arriva in un bicchiere trasparente che svela un seducente gioco di strati e consistenze: un cremoso frullato di datteri, un croccante crumble, unaerea spuma di ricotta e a sormontare il tutto qualche scaglia di tartufo bianco e unaromatica vaporizzazione di rose, fiore molto amato dai futuristi, spruzzata sul momento con un vaporizzatore per profumi. Per finire un caffè alla Marinetti, connubio speziato di caffè, cioccolato, panna montata e peperoncino in polvere, preparato da Alberto Trabatti appassionato torrefattore ferrarese, titolare del caffè Artlife.
Intermezzi di danza futurista interpretati con eleganza e sensibilità dalla ballerina Elena Pavoni si sono alternati alla lettura di alcune poesie da parte di Alex Gezzi convincente dicitore e presentatore della serata, mentre musiche di Marinetti, Sati ed Eugenio Squarcia hanno scandito le varie parti della cena. Un evento a tutto tondo, dunque, che nelle intenzioni dei suoi artefici potrebbe essere replicato con successo in altre città italiane ed estere.
Alessandra Lunetta