01 novembre 2008 —
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sezione:
Cronaca
«Di fronte al comprensibile disorientamento degli studenti, delle loro famiglie e di tutto il personale dellUniversità, che trova espressione nelle proteste di questi giorni, e alle persistenti distorsioni presenti nella discussione pubblica, che rischiano di far perdere di vista le questioni essenziali, il Senato Accademico dellUniversità di Ferrara ricorda che la capacità di crescita culturale, economica e sociale di un paese, e dunque le sole prospettive di uscita dalla grave crisi attuale, dipendono in modo essenziale dal rilancio dellUniversità, dalla qualità dellalta formazione, della ricerca fondamentale e di quella applicata».
Così lorganismo accademico interviene sulle polemiche di questi giorni, ricordando che «lAteneo ferrarese è stato il primo, con lAssemblea convocata dal Magnifico Rettore l8 luglio scorso, a discutere in forma ampia, approfondita e partecipata i contenuti e le finalità degli interventi configurati nel decreto legge 112/2008, convertito con legge 133/2008 i quali rappresentano una mera operazione di taglio generalizzato dei finanziamenti e non la base di una riforma del sistema universitario». Da qui la «vivissima preoccupazione per le riduzioni del fondo di finanziamento ordinario, previste progressivamente dal 2009 fino al 2013, e per il blocco del turn over a esse associato, il cui effetto congiunto sarà quello di provocare un rapido e irreversibile impoverimento dellofferta formativa, della ricerca e dei servizi, rendendo insostenibile la programmazione didattica». Nel ribadire che la vocazione dellUniversità è quella di essere pubblica, il Senato accademico «rileva le ripercussioni negative prodotte da ogni prospettiva di smantellamento del sistema pubblico del sapere, dellistruzione e della ricerca, i cui danni ricadrebbero sugli studenti, sui docenti e i ricercatori, e su tutti i cittadini». Lipotesi di trasformare gli Atenei in fondazioni di diritto privato si tradurrebbe quindi «per la sua palese inconsistenza sul piano normativo» in una «una soluzione meramente nominalistica ad una cronica asfissia di fondi e, dunque, come una strada non percorribile». Lorgansimo accademico dunque «conferma limpegno dellUniversità di Ferrara, nel segno di unautonomia responsabile, a sostenere la riqualificazione del sistema universitario attraverso una rigorosa valutazione della didattica e della ricerca volta a premiare gli Atenei più virtuosi; a seguire cioè un percorso ben diverso rispetto a quanto previsto dalla legge 133/2008 che finisce per penalizzare proprio gli Atenei, come quello di Ferrara, che da anni operano con coerenza per accrescere la propria qualità ed efficienza». Il Senato Accademico fa propria la posizione espressa dalla Conferenza dei Rettori, «il cui ruolo di rappresentanza unitaria degli Atenei italiani è oggi più che mai centrale, nel documento del 23 ottobre scorso in cui si chiede: il rapido avvio di interventi legislativi e normativi di forte contenuto innovatore su valutazione, governance, reclutamento, stato giuridico, dottorato di ricerca, formazione degli insegnanti, diritto allo studio, trasferimento tecnologico; e una urgente riconsiderazione delle condizioni finanziarie determinate dai recenti provvedimenti legislativi, che rischiano di portare a situazioni del tutto insostenibili per lintero sistema a partire dal 2010».