Da canapificio a sede di tante fabbriche

Francesco Scafuri, storico ed esperto dei Beni Monumentali del Comune, ripercorre le tappe dell'ex fabbrica Toselli.
L'ex linificio e canapificio è inserito nel contesto della Zona Industriale di Ferrara. Cosa ci può dire?
«La Zona Industriale di Ferrara nacque ufficialmente grazie al Rdl del 26.12.1936 n. 2455 convertito poi nella Legge del 17.06.1937 n. 1433; la normativa dichiarò di pubblica utilità le opere occorrenti per il suo 'impianto ed esercizio", oltre a quelle necessarie per l'ampliamento della darsena di San Paolo. L'area era stata individuata a nord ovest della città, un vasto territorio che si estendeva per 280 ettari: ai vari proprietari, che si videro espropriati i propri terreni per la costruzione delle nuove fabbriche, venne concesso solo un modesto indennizzo. L'Ufficio Tecnico del Comune, sotto la guida dell'ingegnere capo Girolamo Savonuzzi, curò tra l'altro lo studio di un apposito Piano Regolatore (avvalendosi della consulenza dell'ingegner Coen Cagli, 'creatore della zona industriale di Marghera"), oltre alla progettazione generale di tutti gli impianti della Zona. Carlo Savonuzzi, fratello di Girolamo ed anch'egli ingegnere comunale, con una grande vocazione per l'architettura razionalista, progettò fabbriche, avvalendosi della sua esperienza maturata in altre importanti costruzioni realizzate in precedenza nel centro storico di Ferrara».
Tra le nuove industrie c'era anche l'ex linificio?
«Tra la fine degli anni Trenta e gli inizi degli anni Quaranta sulla vasta area furono impiantate diverse 'industrie", tra cui proprio il Linificio e Canapificio Nazionale. Progettato nel 1938 dall'ingegner Carlo Savonuzzi, il Linificio e Canapificio Nazionale sorse sul terreno che apparteneva ai conti Turgi-Prosperi. Dopo l'esproprio operato dal Comune, l'area venne ceduta alla Società Anonima Linificio e Canapificio Nazionale con sede a Milano, che nel 1939 cominciò a costruire il nuovo stabilimento, ultimato poi nel 1940, quando si misero in funzione i macchinari per la filatura e la tessitura della canapa nonché di altre fibre analoghe. L'ingegner Elio Segala diede un notevole apporto al progetto, ma si limitò soprattutto agli aspetti legati all'impiantistica industriale, essendo specializzato in tale settore. La vastità del complesso poteva consentire di lavorare fino a 35.000 quintali di canapa all'anno».
Scafuri, ci descriva il complesso architettonico.
«Il complesso in questione, composto da più corpi di fabbrica, fu realizzato in muratura e cemento armato. Oggi conserva in gran parte l'assetto planimetrico ed architettonico originario, tuttavia alcuni edifici hanno subito all'interno varie modifiche nel corso dei decenni. L'edificio principale, ora sede del Settore Opere Pubbliche del Comune e di altri uffici comunali, è impostato secondo una conformazione neo-medievale, in quanto richiama alla memoria un sistema fortificato contraddistinto da cortine e torri di guardia. La pianta di tale fabbricato, che si sviluppa lungo l'attuale via Marconi (nn.cc. 37-39), assume in modo piuttosto esplicito la M di Mussolini, mentre gli ambienti interni si sviluppano in parte su di un solo piano ed in parte su due piani. Al piano terra nel 1940 erano dislocati due depositi per alloggiare le biciclette delle operaie, uno spogliatoio, due magazzini, gli uffici, l'archivio, il pronto soccorso, il locale caldaia per il riscaldamento, la sala d'aspetto, la portineria, il locale per l'addetto alla pesa e persino il locale per l'allattamento. Al primo piano era ubicato un altro spogliatoio, due magazzini ed il refettorio. Savonuzzi, quindi, aveva pensato ad una fabbrica all'avanguardia per quei tempi.
All'interno della vasta area cortiliva interna insistono una serie di corpi di fabbrica realizzati anch'essi attorno al 1940, parti integranti del complesso, tra cui due palazzine, allora come oggi destinate ad uffici, un serbatoio per l'acqua potabile della capacità di 50 metri cubi, oltre a due grandi capannoni ad un solo piano, uno dei quali, quello più a nord, è interessato dai lavori da parte del Comune.
A cosa erano destinati originariamente i capannoni?
«Si tratta di costruzioni tipiche dell'epoca: in quello oggetto dell'intervento vi si svolgeva la 'pettinatura" della canapa; nell'altro capannone, più ampio del primo, si effettuava la tessitura e la filatura, con un apposito spazio per l'officina meccanica. A partire dagli anni '50 e nei decenni successivi furono poi utilizzati alternativamente come officine meccaniche, magazzini o 'deposito mezzi".
La Zona Industriale fu pesantemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale. Venne colpito anche il complesso del linificio e canapificio?
«Si, fu colpito dai bombardamenti del 1944, in seguito ai quali lo stabilimento riportò danni rilevanti ai macchinari e ad alcuni fabbricati, ma cessò di funzionare definitivamente soprattutto per il cattivo andamento dei mercati della canapa che caratterizzò gli anni del dopoguerra. Tutta la Zona Industriale di Ferrara si presentava in una situazione estremamente desolante, proprio a causa dei bombardamenti aerei, tanto che diversi stabilimenti cessarono la produzione dopo la guerra, mentre altri furono talmente trasformati sia sotto l'aspetto architettonico che produttivo da non essere più riconoscibili».
Ritornando al nostro complesso, ci può dire qualcosa sulla sua storia più recente e perchè molti ferraresi lo conoscono come ex Toselli?
«Dobbiamo tornare indietro al 1954, quando la Giunta Municipale espresse il proprio consenso al passaggio di proprietà del complesso dalla società linificio e canapificio Nazionale alla ditta Fratelli Toselli a.r.l., autorizzata ad utilizzare lo stabilimento per la 'fabbricazione di aratri e macchine agricole in genere". Avviata l'attività, la Toselli nel corso degli anni'50 e'60 approntò i lavori necessari all'intero complesso e riparò i danni arrecati dalle bombe. I fabbricati dell'ex linificio realizzati nel 1939-40 non subirono modifiche sostanziali nei due decenni successivi, nonostante gli immobili siano stati destinati ad ospitare prima l'azienda 'Agriful Toselli SpA" (da 1974 al 1981), poi la Fiat trattori SpA (dal 1981 al 1989). Poi passò di proprietà comunale nel 1989».