Le incisioni di Bolzoni


Nel 1689 nasce a Ferrara (morirà sempre a Ferrara nel 1760) l'incisore Andrea Bolzoni, il maggior esponente dell'Arte Grafica del XVIII secolo, in ambiente ferrarese. Quest'anno ricorre il trecentesimo anniversario del suo disegno su carta a china acquerellata, dalle misure di cm. 49 x cm. 71, noto come l'alzato prospettico della Città di Bondeno. Datato 1708, esso riporta l'assedio austriaco subito dalla cittadina fortificata ed arroccata tra i due rami fluviali del Panaro e, del Canale di Burana. Il Bolzoni, prima di prestare la sua opera, presso le zecche di Ferrara e, di Mantova, fu allievo dello zio Francesco e, del pittore Giacomo Parolini. Più conosciuto per la pianta della città estense, produsse altro materiale, tra cui il disegno del Palazzo Arcivescovile affiancato dal Duomo, voluto dal Cardinale Ruffo. Ad individuare la pregevolezza del lavoro bolzoniano fu in primis, l'archivista Antonio Bottoni. Dal Frizzi - Memorie per la storia di Ferrara, Classe V Storia scientifica - troviamo da pag 400 a pag. 403, varie notazioni sul suo operato, riguardante l'alzato della città di Ferrara del 1747 che riferiscono:
'Questa magnifica ed esatta pianta in 6 fogli reali è stata più volte riformata secondo le mutazioni accadute in occasione di replicarne le impressioni. Il rame originale, trovasi nell'Archivio Comunale, ed il disegno pure originale nelle stanze degli Ill.mi Sig. Professori dell'Università. Credo bene di registare, quegli esemplari che sono venuti a mia cognizione colla indicazione della accadute riforme".
L'opera dell'alzato ferrarese del Bolzoni, venne spiegata da Ranieri Varese come: 'definizione di un sogno che, nel momento in cui viene pensato, diviene reale ed inizia a realizzarsi". Gli anni nei quali Bolzoni lavora, sono quelli che vedono l'avvicendarsi, ogni tre, in città, di un nuovo cardinale; anche se tutto appare sempre molto movimentato, con la nascita di Accademie, la presenza di artisti (Scarsellino. Carlo Bonone...) e, la riforma dell'Università pubblica datata 1742.
Per 37 anni, dall'inizio del XVIII secolo al 1737, Ferrara godette comunque d'un certo benessere; qui gli architetti Francesco Mazzarelli, Giulio Panizza, Tommaso Mattei edificarono, su ordine del Cardinale Tommaso Ruffo, il Palazzo Vescovile. Allo stesso Ruffo, si deve l'erezione della Curia a Sede Arcivescovile, nel 1735. Bolzoni diede un immagine peculiare di questo edificio, valorizzando il soggetto, con un segno sempre più preciso e, semplificato, favorendone la trascrizione incisoria. L'editore Corbo, nel 1994 pubblicò di Carla di Francesco ed Antonio Samaritani, un libro di 206 pag. dal titolo: 'Palazzo Arcivescovile. Cardinale Ruffo 1717 - 1738".

Mirella Golinelli