Nuovo cambio di panchina, la Spal è di Alessio


FERRARA. La panchina di Labardi ha resistito solo due settimane. Il soffertissimo pareggio con il Portogruaro ed il ko dell'altro giorno a Poggibonsi hanno spinto la società ad ingaggiare Angelo Alessio, ex ala della Juventus prima, allenatore dell'Imolese e della Massese poi. Quello di Alessio non è un nome nuovo, in passato era stato più volte accostato ai biancazzurri.
«Alessio era un candidato alla nostra panchina già la scorsa estate - racconta patron Tomasi -, uno dei primi nomi fatti prima di arrivare alla scelta di Buglio. Di Matteo (responsabile del vivaio spallino e presidente dell'Imolese negli anni di Alessio tecnico, ndr) lo stima tantissimo e ci ha dato ampie garanzie per lui. Serve qualcosa di più e lui ha tanti anni di esperienza da giocatore e lo sappiamo, mentre nello scorso campionato guidava la Massese, quindi nel giro buono c'è già, senza con questo togliere qualcosa a Labardi».
Ecco Labardi: la sua avventura da primo allenatore è durata solo due settimane, che colpe ha pagato?
«Forse la troppa confidenza con i giocatori, la sua in fondo è stata una soluzione di continuità. Ma siamo pure stati sfortunati: domenica a Poggibonsi abbiamo disputato una bella partita, l'unico errore commesso da Labardi è stato quello di non effettuare sostituzioni. I giocatori avevano corso tanto ed erano stanchi, andavano cambiati. È vero che non abbiamo corso pericoli, però si rischia ancora meno con giocatori più freschi».
Di consolante c'è che dietro la Spal nesuna formazione sta correndo...
«Ma anche le prime perdono, perciò significa che bene o male le altre squadre stanno salendo. Dobbiamo stare attenti e aggiungo che non mi piacciono tutte queste espulsioni, domenica in undici avremmo vinto la partita».
A questo punto forse tocca ai giocatori assumersi le maggiori responsabilità.
«E se le stanno prendendo: a Poggibonsi nessuno si è nascosto, tutti hanno corso e per tutta la partita. Siamo riusciti a dominare in dieci, però i cambi andavano effettuati, anche perché disponiamo di una rosa ricca di alternative. In panchina ci sono giocatori uguali se non migliori di quelli in campo, penso ad esempio a Fonjock e a Furlanetto».
Ora c'è Alessio, ma si è anche pensato al ritorno a sorpresa di Buglio...
«Per me resta il migliore, perché non si può criticare un allenatore che ottiene 38 punti in 15 gare. L'errore più grande commesso dall'intero ambiente sportivo ferrarese è stato quello di criticarlo, anche se ha dato l'anima e raccolto risultati comunque positivi».
Dopo il terzo cambio di panchina restano due cose da fare, compattarsi e vincere.
«Speriamo bene... Anzi no - conclude con la solita verve Gianfranco Tomasi -, dobbiamo essere forti e concentrati per arrivare ai play off e cercare di vincerli».

Davide Bonesi