Una splendida Capilla Flamenca con le musiche degli Estensi


FERRARA.Gli strumenti che imbracciavano i solisti della Capilla Flamenca diretta da Dirk Snellings - l'altra sera applaudita alla Chiesa di San Francesco per un appuntamento straordinario di Ferrara Musica - sono modelli ispirati a Raffaello ma il canto di Guillaume Dufay e di Josquin De Pres, fiamminghi alla Corte degli Estensi, appartiene a quella temperie che rese Ferrara una capitale della cultura quando ancora la parola non esisteva e non se ne abusava, spesso con magri risultati. Ci avevano pensato Borso e Ercole I d'Este a chiamare questi musicisti assieme ad altri che si avvicendavano nel programma della serata.
Costruito sui canti popolari che accompagnavano le funzioni sacre, come era la celebre melodia dell'Homme Armé, una messa ricomposta nelle sue parti collazionando musica di vari compositori. A chiudere la sequenza c'era l'Agnus dei dalla straordinaria Missa Ercules Dux Ferrariae composto da des Prés, nel breve ma intenso periodo trascorso alla corte estense. E poi a fine concerto era di nuovo un brano del compositore fiammingo prediletto dal Duca: Miserere fatto scrivere da Ercole per il proprio funerale. Vuole la tradizione che Ercole non resistesse alla tentazione di farlo intonare anche prima, per sincerarsene della bellezza. Mozzafiato. Certo era collocato in una sede ideale il concerto che salutava la mostra a Palazzo dei Diamanti sulla pittura ferrarese di Cosmé Tura e Francesco del Cossa. Misteriosamente e nonostante il pubblico non mancasse i posti a sedere erano molto pochi per la vastità della chiesa. Un poco macchinosa invece l'idea di far presentare il concerto al musicologo Edmonde Lemaitre, che leggeva in francese un testo poi letto in traduzione. Non bastavano le note del programma di sala? Esecuzioni inappuntabili e lineari. E successo dopo un'ora e mezza di parole e musica.

Alessandro Taverna