I cormorani sotto accusa Ma adesso c'è uno studio per controllare il fenomeno

COMACCHIO. I cormorani, presenti nelle nostre zone, in particolare nel Delta del Po, secondo quanto reso noto da uno studio di «Ecoplanet» (quotidiano tecnologico e scientifico) accusati di fare strage di pesci nei fiumi e nelle valli da pesca, sono stati oggetto di uno studio voluto dalla Provincia di Grosseto, condotto da un pool di esperti.
Dallo studio è emerso che i cormorani censiti sia nei loro dormitori notturni che nella laguna di Orbetello, si alimentano soprattutto con pesci sotto taglia, quindi da un mero punto di vista economico il loro impatto dovrebbe almeno essere meno negativo; si è ipotizzata una media di consumo giornaliero di circa 420 grammi di pesce per ogni cormorano in Italia, secondo gli ultimi censimenti riportati dal citato studio sarebbero circa 60 mila i cormorani svernanti; infine le Regioni dove il cormorano è più presente, sono la Sardegna, il Veneto, l'Emilia-Romagna e la Lombardia.
Il 'problema cormorano" quindi esiste ed è serio, alla luce anche del fatto che esso è considerato specie prioritaria nella direttiva Ue - Uccelli Italia, migratrice regolare, nidificante. Nel corso di un meeting tenutosi recentemente ad Albarella, si è dibattuto sul conflitto tra i vallicoltori e le attività ittiche sul vasto territorio del Delta del Po da un lato, e le esigenze che nascono dalla necessità di tutelare nel contempo l'esistenza del cormorano anche alla luce della direttiva Ue. Ad Albarella il gruppo di studio era notevole e comprendeva i 50 migliori ricercatori esteri in materia giunti da ben 28 Paesi, dalla Finlandia, al Portogallo, dalla Francia alla Spagna, cui si sono aggiunti altri cinquanta ospiti italiani, a rappresentare categorie, enti e associazioni interessati alla gestione del cormorano, in quanto specie ittiofaga. Poi vi erano vallicoltori e pescatori professionisti. Inoltre pure presenti ricercatori italiani provenienti da Friuli-Venezia-Giulia; Veneto ed Emilia-Romagna con i rispettivi piani di monitoraggio e di gestione del Cormorano. Non sono mancati i dirigenti dell'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica e degli enti patrocinatori le Province di Ferrara e Ravenna, i due parchi regionali del Delta del Po, quello veneto e quello emiliano-romagnolo e i Consorzi delle Cooperative Pescatori del Polesine e Delta Nord. Sono state anche visitate diverse strutture vallive, la Sacca di Scardovari, nonchè la parte meridionale delle valli di Comacchio. La speranza è che l'impatto che il convegno avrà sull'Unione Europea, per una più incisiva gestione, sia davvero positivo e fruttuoso.