Negli archivi resta ancora molto da scavare

Oltre alla tomba del fondatore, questione ancora al centro di dispute fra gli storici, Ferrara vanta comunque importanti tracce certe della presenza templare nel suo territorio. Nel 1994, ad Argenta, venne organizzato un apposito convegno per svelare i punti cardinali di questo percorso storico. Dagli atti di questo convegno emersero infatti le prove inoppugnabili di almeno due ''mansioni" (da maisons) o 'magioni" templari di primaria importanza in Ferrara e nel suo forese.
Un'attestazione dovuta soprattutto agli studi di un appassionato ricercatore ferrarese, Paolo Sturla Avogadri, di cui riportiamo alcuni stralci:
«I Templari usavano chiamare magioni le loro precettorie; grangie le loro possessioni agricole; mentre le loro Chiese ed i loro Ospedali venivano di norma intitolati ai Santi Bartolomeo, Egidio, Giacomo, Giovanni, Marco, Martino, Quirino, ed anche alla Madonna, con le sue varie attribuzioni, ed a Maria Maddalena...»
«Ed ecco puntualmente delinearsi, a sud-est di Ferrara, in un quadrilatero di quindici chilometri di lato, alcune antiche parrocchiali, con i nomi, appunto, di San Bartolomeo in Bosco, Sant'Egidio, Fossanova San Marco, San Martino, Monestirolo (che in origine ospitava un convento cistercense, ordine assai vicino, quasi collaterale, a quello dei Templari, la cui 'regola" fu dettata proprio dal cistercense Bernardo da Chiaravalle - ndr), ed Ospital Monacale».
«Tutti questi luoghi erano, fino all'occupazione napoleonica, sotto la giurisdizione del complesso abbaziale cistercense di San Bartolomeo, alle porte di Ferrara, più noto come San Bortolo. Nella magnifica chiesa cenobita, innalzata a Commenda della Santa Croce di Gerusalemme, erano conservate importanti reliquie (particolarmente venerate dai Templari, ndr) fra le quali la mano dell'apostolo Bartolomeo, ossa di San Quirino e di Santa Maria Maddalena» .
Lo stesso Sturla Avogadri fa notare come lo stesso stemma comunale di Ferrara è molto simile allo scudo ed allo stendardo (detto 'baussant") dei Templari.
Negli studi di Sturla Avogadri sulla presenza templare a Ferrara assume un ruolo di primo piano la figura di Guglielmo III degli Adelardi (XII sec.) «che gli storici indicano come il primo ferrarese che indossò gli speroni di cavaliere professo. Fu signore di Ferrara e costruttore della Cattedrale; parti per la seconda Crociata al seguito dell'imperatore Corrado III di Germania e del re Luigi VII di Francia; al suo ritorno nella natia Ferrara, donò all'Ordine un fabbricato situato nella parte centrale della città, che, divenne Commenda, comprendente la chiesa, il convento e l'ospedale, intitolata a San Giovanni della Trinità, ora localizzabile fra le vie Cortevecchia e Boccalone (dove c'è una nicchia recante la statua di San Giovanni Battista, altro santo molto caro ai templari ed anche ad altri culti eretici; oggi c'è la copia della statua del Battista, ndr)». «A questa commenda erano soggette le chiese (con i rispettivi monasteri ed ospedali per i pellegrini) di Santa Maria della Rosa (di cui sono ancora visibili alcuni sparuti resti nel chiostro di Contrada della Rosa, ndr) e di Santa Maria Annunciata di Betlemme, a due miglia dalla città, l'attuale Mezzana» .
Guglielmo degli Adelardi è inscritto dagli storici all'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni, ma un particolare rilievo del suo blasone sembrano indicare invece l'appartenza all'Ordine Templare. Paolo Sturla Avogadri sembra propendere per quest'ultima ipotesi. Di fatto la Ferrariae Decus, alla luce anche di altri importanti documenti storici, ha voluto apporre alla Chiesa di Mezzana (la già citata Santa Maria di Betlemme che faceva parte della donazione di Guglielmo III) questa lapide significativa: ''Chiesa di Santa Maria Annunciata di Betlemme. Appartenuta in origine ai Cavalieri Templari, edificata da Guglielmo II degli Adelardi (prima metà del sec. XII) che ivi fu sepolto. Ricostruita ed ampliata all'inizio del sec. XVII con trasferimento in loco della Parrocchia di Mezzana".
A tutto questo si aggiunge poi, con nuova risonanza, anche la Chiesetta di San Giacomo nell'attuale piazzetta Carbone (nella zona medievale di Via Volte, San Romano), dove ora vi è un cinematografo, ma che in passato, come sostiene il Guarini nel suo 'Compendio Historico", avrebbe ospitato le spoglie di Hugo de' Pagani, fondatore dell'ordine. Negli archivi storici c'è comunque ancora molta da scavare. Molto anzi è già stato scavato. Qualche anno fa fece scalpore la notizie del rinvenimento di sepolture templari intatte durante il restauro di una farmacia del centro storico. Poi non se ne seppe più nulla. Una bufala o un giallo? Dove sono finiti questi resti? Un'altra 'leggenda metropolitana" che va ad alimentare l'ancor più grande e misteriosa leggenda dei cavalieri templari.