28 ottobre 2006 —
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sezione: Attualità
ROMA. Anche Giorgio Napolitano dal Quirinale fa sapere di essere «profondamente sconcertato» dalla vicenda dello spionaggio fiscale contro leader politici e non solo. Il Capo dello Stato fa sapere di non voler intervenire ora sulla vicenda per rispettare il lavoro dei magistrati, riservandosi di farlo semmai solo quando il quadro sarà più chiaro.
Piero Fassino accusa invece esplicitamente il centrodestra, o alcuni settori di esso, e chiede senza mezzi termini di sostituire i vertici dei servizi segreti. Lo spionaggio fiscale è un episodio grave, avverte infatti il segretario Ds, ma non isolato. Il nuovo caso si iscrive in una «catena di episodi», in un «clima intossicato che dura ormai da anni». Ed elenca: «laggressione imbastita contro alcuni esponenti del centrosinistra con laffare Telekom Serbia, poi rivelatosi una bufala», gli spionaggi in occasione delle elezioni regionali del Lazio e per ultimo la scoperta delle centrali di ascolto Telecom-Sismi.
Quanto basta, conclude Fassino, per «dare corso rapidamente alla riforma dei servizi segreti, cambiando i vertici». E il segretario della Quercia non ha dubbi: le responsabilità dei singoli le accerterà la magistratura, ma «la Casa delle libertà ha la responsabilità politica di aver alimentato e intossicato il clima politico del Paese». Anche per Massimo DAlema bisogna fare piena luce, ma questi metodi «devono essere stroncati».
Silvio Berlusconi però insiste: «E una bufala totale». Sostiene che il termine «spiare» è eccessivo, che si tratterebbe solo di «interrogazioni» fatte solo per una innocente curiosità sui guadagni dei vip. «Moltissime interrogazioni - sottolinea del resto - sono venute anche nei miei confronti e nei confronti dei miei figli». Anche se, dalle notizie che trapelano dallinchiesta, si parla di 2, forse 3 incursioni nei dati del Cavaliere, mentre tutte le 128 intrusioni illegali hanno riguardato i conti di Prodi.
Per Berlusconi è però molto più pericoloso il decreto Visco-Bersani, quello che stabilisce alcuni vincoli, come il divieto di pagare in contanti oltre una certa cifra, per limitare levasione fiscale. «Non ci sarà più la privacy - protesta il Cavaliere - saremo tutti schedati e tutti sapranno tutto dei nostri conti pubblici». E liquida gli esponenti del centrosinistra che accusano il suo governo per gli spionaggi con una battuta: «Rifaremo Drive-in (celebre trasmissione di cabaret, ndr) con loro protagonisti...».
Anche i presidenti di Camera e Senato si dicono invece preoccupati dal nuovo caso di intrusioni illeggittime. «Per evitare limbarbarimento - sostiene Fausto Bertinotti - serve una bonifica di fondo che renda certo che tutti gli apparati dello Stato sono ispirati a un comportamento democratico». E Franco Marini avverte che è ormai fondamentale «dissipare questa nebbia che avvolge il Paese».
La vicenda contribuisce ovviamente anche ad esasperare lo scontro politico già rovente nel Paese a causa della finanziaria. Anche secondo Vincenzo Visco si è trattato infatti di «uno spionaggio politico consapevole». Unaccusa esplicita a una parte del centrodestra, sottolineando che «la cosa più grave è che siano coinvolti dei militari che normalmente rispondono ad una catena di comando». E dunque, sembra suggerire il viceministro, che obbedivano a degli ordini superiori.
Da Forza Italia è invece un coro contro le accuse di Fassino. «Giudizi tanto infondati - sostiene Sandro Bondi - quanto irresponsabili, che alimentano nel Paese un clima di imbarbarimento». E per Cicchitto quella di Fassino è «una scelta scientifica di radicalizzare lo scontro e di diffamare lavversario, secondo una ben nota tradizione». Toni un po diversi li usa ancora Lorenzo Cesa (Udc) secondo cui è «sacrosanto» denunciare il livello di inquinamento della vita politica, ma «insensato» gridare al complotto.
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Andrea Palombi