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Sotto le stelle ecco gli Eels


di Mauro Alvoni
 FERRARA. Appena il tempo di riassorbire le ondate sonore dei Sigur Rós e riprendersi dallo stordimento estatico provocato dalla loro musica, ed ecco affacciarsi sulla scena della rassegna “Ferrara sotto le stelle” un’altra sorprendente band protagonista della scena mondiale, anche in questo caso capace di distinguersi per originalità e raffinatezza della ricerca. Si tratta degli Eels, che questa sera alle 21 saliranno sul palco di piazza Castello per dare vita al quinto concerto (ingresso a pagamento, 22 euro) previsto dal programma.
 Siamo a metà del calendario di una rassegna che proprio nella sua parte centrale sta snocciolando le proposte migliori, le più interessanti sotto l’aspetto squisitamente musicale e compositivo. Gli Eels sono la creatura di Mr. E, al secolo Mark Oliver Everett, musicista americano dalla forte e bizzarra personalità artistica, irrequieto e tormentato come molte delle personalità che hanno saputo imprimere il proprio marchio nell’affollato panorama dell’indie-rock. Gli Eels non possono prescindere dal suo ideatore, ne sono emanazione diretta e dipendono dal loro leader e dalla sua peculiare identità. Un’identità che, seppur inquieta, fornisce ai brani alcune caratteristiche precise, sintetizzabili nella dolcezza amara delle liriche, nella semplicità melodica e nell’ironia. Tra pop e “lo-fi rock”, quelle degli Eels sono autentiche canzoni d’autore che, nonostante l’immediatezza di alcuni pezzi, spiccano per la volontà di prendere le distanze da qualsiasi moda del momento. Una musica dolciastra e aliena, per molti versi visionaria, nella quale molti critici musicali hanno intravisto tratti autobiografici ed esistenziali, in riferimento diretto alla tormentata vita di Mr. E (segnata dalla morte in rapida successione di madre e sorella, quest’ultima suicida), ma anche un mezzo di sfogo e terapia attraverso cui esorcizzare ogni scherzo del destino. Un modo forse troppo semplice per liquidare la genialità di un songwriter fuori dagli schemi; l’emotività è spesso un fattore determinante in quello straordinario atto creativo che è il comporre musica, eppure nelle canzoni di Everett l’emozione è trattenuta da uno strano mix di malinconia e goliardia, di tenerezza e spiccato senso del surreale, quasi a sottintendere che gli aspetti “sentimentali” debbano vivere timidamente solo nelle pieghe dei brani. Gli arrangiamenti sono vividi e luminosi, ricchi di preziosismi, a nascondere pudicamente l’anima “noir” del proprio compositore. Così è nei pezzi più noti degli Eels, come “Novocaine for the soul”, “Last stop: this town”, così come in quelli meno noti.
 È, insomma, musica da ascoltare con leggerezza o con concentrazione, a secondo dello stato d’animo o della volontà dello spettatore. Con questo loro tour gli Eels tornano in Italia dando vita, compreso quello di Ferrara, a quattro appuntamenti tutti concentrati nel mese di luglio: partita ieri da Asti, la tournée tocca oggi Ferrara, domani Napoli e sabato Senigallia. Il nome dato al tour è esplicito, “Eels live and in person! No string attached tour 2006”, intendendo che in questi concerti italiani mancheranno gli archi ad accompagnare Mr. E e compagni, per un ritorno al genere lo-fi e rock. Tutto ciò ironicamente in contrapposione alla precedente tappa italiana, lo scorso autunno al conservatorio di Milano, quando si presentarono con il loro “Eels with strings tour” per un concerto con quartetto d’archi memorabile e di grande successo.