Leo Rossi vuole una Spal di uomini veri


FERRARA. Leonardo Rossi, dunque. E' lui, come ufficialmente noto dall'altro giorno, il nuovo allenatore della Spal. Una scelta alla fine coerente, una scelta che potrebbe premiare. Il binomio con Andrea Mangoni è in moto da alcuni giorni, certo da ieri il tandem digi-mister si è messo a funzionare a pieno regime. In tal modo Rossi chiude idealmente un cerchio professionale.
A Ferrara, nel 1979, era partita la sua importante carriera di calciatore (nel Bologna, giovanissimo, aveva collezionato una sola presenza, sia pure in A); ed a Ferrara, in quella che da allora è diventata la sua città, dove ha messo su famiglia e dove vive, adesso inizia il suo cammino di allenatore professionista dopo numerose e formative esperienze a livello dilettantistico. Non un punto d'arrivo, ma certo un motivo d'orgoglio. Vincente da giocatore (cinque promozioni: con lo Jesi dalla C2 alla C1, col Messina dalla C1 alla B, due col Ravenna dalla C2 alla B, con l'Imola dalla D alla C2), vincente da tecnico (il miracolo di Reno, la rimonta col Fano), Rossi sa di giocarsi una chance importantissima. E fotografa il suo approdo alla Spal con una parola: entusiasmo.
Ieri pomeriggio, seduto ad un tavolino del Leon d'Oro, Rossi ha iniziato a pianificare con Andrea Mangoni i programmi della Spal 2006/2007.
Rossi, con che approccio inizia questa esperienza?
«Con entusiasmo e professionalità. In piena sintonia con Mangoni e la società. Lo stesso entusiasmo e la stessa professionalità che chiederò e chiederemo ai giocatori».
E' il punto di partenza?
«Certo. Prima di tutto l'uomo. Abbiamo bisogno di uomini. Al limite, giocatori un 'pelo" più scarsi di altri, ma che siano uomini. Devono rendersi conto che fanno i professionisti».
Non è scontato?
«Fare i professionisti significa che c'è della professionalità, e ciò comporta degli obblighi nella vita di tutti i giorni, un rispetto per il proprio fisico. Vivo a Ferrara, giro... insomma, credo che siano presupposti che negli ultimi anni sono un po' mancati. Per me si tratterà di condizioni insindacabili, i giocatori si dovranno adeguare. Chiedo entusiasmo e professionalità».
Una ricetta vincente?
«Se non sbagliamo gli uomini siamo già avanti».
Parliamo della squadra: chi arriverà?
«Nomi non ne faccio. Ho dato delle indicazioni, ho due priorità: un difensore e un attaccante. Ma prima valuteremo le conferme».
Quante saranno?
«Poche. Se la rifondazione deve essere totale, è giusto andare fino alle radici».
Sesa sarà il leader?
«Sarà il punto di riferimento, non solo per le sue grandi qualità di calciatore ma anche per lo spessore morale dell'uomo».
E poi chi resterà?
«Negrini per noi è confermato, ma non so se le sue richieste contrattuali saranno accettabili».
E Nordi?
«Non ho assistito ai colloqui col presidente Tomasi, ma credo che si siano scontrate due personalità molto forti e non vorrei che la situazione fosse precipitata. Per noi era da riconfermare, e spero che la situazione si possa ricomporre. Ma se per la società non ci saranno i presupposti per una riconciliazione, allora non potremo che adguarci».
Come farà giocare la sua Spal?
«Con Mangoni cerchiamo giocatori che possano interpretare il sistema che ho in mente: quattro difensori abbastanza bloccati, un mediano bloccatissimo ed un regista che dia geometrie, quattro uomini offensivi: due sulle ali e uno, Sesa, dietro al centravanti. Insomma, un 4-2-3-1 offensivo».
Matteo Simoni, da lei valorizzato al Reno, resterà?
«E' da confermare, ma non abbiamo ancora affrontato l'argomento. Da martedi saremo più chiari».
Lei è stato allenato da Scoglio, Del Neri, Guidolin, Spalletti... Chi l'ha influenzata?
«L'ideale è prendere qualcosa da tutti, e creare un mix. Scoglio era un istrione, meno bravo di altri sul campo ma grande trascinatore e motivatore. Del Neri il più equilibrato di tutti, Guidolin più bravo sul campo e meno nei rapporti, Spalletti molto grintoso e di temperamento».
E lei?
«Io ho cercato di apprendere. I quaranta giorni di ritiro col Genoa di Guidolin, l'anno scorso, mi hanno insegnato più del Supercorso. E' stato un grande arricchimento».
La Spal potrà approfittarne.

Paolo Negri